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L'edificio di tre piani con le camere doppie di tipo A.
Svegliarsi con il canto degli uccelli ed osservare un cielo limpido ed azzurro, nuotare nel Lago di Atitlán, navigare col cayuco, assistere alla danza della conquista, partecipare ai riti mistici di una confraternita, vedere quadri colorati che raccontano la vita quotidiana del luogo o conoscere l'elaborazione dei tessuti dipinti con gli estratti delle piante, delle cortecce e delle verdure, sono alcune delle esperienze che si hanno visitando San Juan La Laguna, Sololá, Guatemala.
Nei dintorni di San Juan, alle cinque della mattina, gli uccelli cantano talmente forte che é impossibile rimanere a letto, perché é forte il desiderio di ascoltarli e godere del loro "concerto". Prima di fare colazione é vivificante camminare sui viottoli nelle rive del lago e vedere l'alba. La foschia si alza dalle acque azzurre che in seguito brillano con i riflessi dei primi raggi di sole. Riempire i polmoni di aria pura, con l'odore di erbe e fiori silvestri e tuffarsi nelle acque del lago é quasi un rituale da queste parti.
Per le strade di San Juan
Antichi racconti riferiscono che San Juan La Laguna ha questo nome perché in un certo momento il livello del lago discese fino a formare una frangia di terra, separando la baia dove si trova il paese dal resto del lago e trasformandosi cosí in laguna.
É un paese abitato da discendenti maya tz'utujiles. La gente é lavoratrice, semplice e sincera, con molta coscienza e rispetto per la natura. Sono amichevoli, creativi e inclini alle abilitá artistiche, come é possibile vedere nei murali dipinti sulle pareti delle case che mostrano scene di vita autoctona e quotidiana del luogo, caricate di misticismo e di colore.
I visitatori possono camminare di giorno e di notte in tutta tranquillitá per le strade del paese. Il simbolo di questa pace regnante nel luogo é che molte porte delle abitazioni rimangono aperte per tutto il giorno. Una delle caratteristiche del paese é la ploriferazione delle gallerie d'arte di pittori primitivi, tra le quali si distaccano quelle degli artisti Angelina Quic Ixtamer e Diego Isaías Hernández, il cui lavoro é conosciuto negli Stati Uniti ed in Europa.
É possibile anche acquistare capi d'abbigliamento elaborati con telai di cintura e colorati con colori naturali, per esempio provenienti da un arbusto chiamato sacatinta, da ortaggi come la carota e da cortecce d'albero come quella dell'ontano. Il recupero di questa tecnica é a carico dell'Associazione delle Donne Tessitrici con Colori Naturali, Lema', diretta dalla signora Rosalinda Tay.
Ogni anno l'artigianato e l'arte di questa popolazione viene conosciuta e acquistata in una esposizione installata nel mese di settembre all'hotel-museo Casa Santo Domingo, di Antigua Guatemala.
Rifugio della tradizione
Per conoscere la religiositá e la devozione degli abitanti di San Juan La Laguna, basta visitare una delle confraternite del luogo. Sono gruppi fondati nel XVII secolo per propagandare la fede cristiana e dare riconoscimento ai lider indigeni dislocati dai conquistatori spagnoli.
Attualmente l'attivitá dei confratelli si centra su attivitá di appoggio ai sacerdoti e, soprattutto, negli insegnamenti della fede cattolica e nell'attenzione al tempio delle Immagini e al culto dei santi.
A San Juan esistono quattro confraternite: quella dedicata a San Giovanni Battista, santo patrono del paese; al Corpus Christi, alla Vergine della Concezione e alla Sagrada Familia (Sacra Famiglia), che si incarica di preparare i fedeli a ricevere i sacramenti della prima comunione e del matrimonio, occasioni nelle quali si organizza una processione festiva piena di colori, dalla sede della confraternita fino al tempio della localitá.
Danza della Conquista, celebrata durante la festa patronale di San Juan che racconta la storia di come i nativi di queste terre furono vinti dalle forze spagnole. Viene rappresentata dal XVII secolo.
La storia si racconta ballando
La festa patronale di San Juan si celebra il 20 di giugno, quando i cattolici commemorano il martirio di San Giovanni Battista, profeta che secondo la Bibbia battezzó Gesú Cristo. Questo giorno tutta la popolazione é di festa. Lo annunciano le esplosioni volanti ed i giochi pirotecnici, la musica della marimba, le processioni, le danze tradizionali ed i giochi meccanici installati di fronte alla chiesa.
Nell'atrio del tempio si presenta la danza della Conquista, un racconto danzato, con personaggi che parlano in idioma maya tz'utujil e la musica di chirimilla e tun, che narra uno degli episodi della guerra di conquista tra gli spagnoli e gli eserciti indigeni sotto il comando di Tecún Umán, un nobile aborigeno che secondo la leggenda morí a causa della lancia di Tonatiú, il capitano Pedro de Alvarado. Secondo il racconto, al momento della morte un quetzal si posó sul suo petto colorando le sue piume di rosso.
Questa danza rituale viene inscenata nei giorni della festa patronale. Per questo i ballerini si preparano fisicamente e spiritualmente con riti di origine pre-ispanica e vestono colorati abiti ispirati ai vestiti degli eserciti spagnoli del XVII secolo.
Molto da scoprire
Alcuni tz'utujiles di San Juan conservano ancora l'abitudine di pescare nel lago all'alba, anche se la produzione di pesci é diminuita significativamente. Il pasto per pescare é costituito da alcuni insetti chiamati "alambrillos", che vivono dentro il muschio sulle rive del lago e si raccolgono nello stesso momento della pesca.
I dintorni del paese offrono interessanti esperienze ai visitatori: il monte e le spiagge Las Cristalinas, ad un'ora e mezzo di cammino dal centro della localitá; Los Bosques de Panán, area di alberi conosciuti come "Canoj", con legno bianco, giallo, rosso e nero. Il Cerro de la Cruz, luogo per cerimonie e punto panoramico, al quale si arriva in 45 minuti camminando. Allo stesso modo é possibile visitare i paesi vicini di San Marcos e di San Pedro La Laguna e Santiago Atitlán. Senza tralasciare le camminate sulle rive del Lago Atitlán, tra le piantagioni di mais ed altri ortaggi. Lago di Atitlán e monti La Cristalina visti dal ristorante dell'Hotel Uxlabil.
Come arrivare
In automobile a San Juan La Laguna, dalla capitale si percorre la strada Panamericana fino ad un luogo conosciuto come Los Encuentros, al chilometro 128. Si prosegue in direzione Cuatro Caminos e al chilometro 148 si gira a sinistra. Si discende la montagna passando per vari paesini pittoreschi ed imponenti viste naturali, attraverso una strada totalmente asfaltata. Si passa da Santa Santa Lucía Utatlán, Santa María Visitación e Santa Clara La Laguna, si attraversa San Pablo La Laguna e a sei chilometri piú avanti si situa San Juan La Laguna.
Un'altra opzione é arrivare a Panajachel, Sololá, anche questo sulle rive del lago Atitlán, a 145 chilometri da cittá del Guatemala. Si lascia il veicolo e si sale a bordo di una barca che porta a San Juan, attraversando il lago, ad un prezzo di Q 15 per persona.
Il molo al quale arrivano le imbarcazioni da Panajachel.
Un sospiro della natura
Uno dei luoghi da visitare a San Juan é l'eco-hotel Uxlabil. Circondato da un'esuberante natura, é provvisto di tutte le comoditá per i visitatori. Come presagio di quello che si esperimenta in questo luogo, Uxlabil significa in idioma maya kiché "il soffio della vita", questo respiro che tutte le persone necessitano per sentirsi vive, in armonia con la natura, come gli antichi maya.
L'eco-hotel inizió a funzionare tre anni fa. Per il momento é stato abilitato un edificio di tre piani, le cui camere sono state costruite con pietre provenienti dal lago di Atitlán e dal sottosuolo del luogo, intagliate da artigiani sanjuaneri e gli elementi archittettonici propri dello stile coloniale di Antigua Guatemala.
Sono 10 camere di quattro differenti dimensioni, alcune per alloggiare comodamente fino a 5 persone. Esistono vari "bungalow" o piccoli appartamenti che sono dotati di una cucina equipaggiata, sala da pranzo, saletta, camera e balcone con un'impressionante vista sul lago.
Alcune pareti sono in pietra intagliata, una tecnica che si é lavorata nel luogo da un secolo, altre sono di stucco bianco la cui finitura simboleggia "El Xocomil", vento forte che i pomeriggi muove le acque del lago. I mobili sono elaborati col legno di un albero chiamato localmente "canoj". I letti e i comodini sono di pietra ed i copriletto, le tende e gli altri articoli sono lavorati in cotone, con telai da cintura, dalle tessitrici della comunitá. Sul soffitto delle camere si puó osservare la textura di un "petate", pezzo elaborato da una pianta chiamata tul, la quale cresce sulle rive del lago ed é usata dai nativi come stuoia per dormire.
"quest'hotel é concepito come un luogo dove dimenticarsi dell'orologio, delle pressioni del lavoro, del congestionamento del traffico, della televisione e del cavo e persino dei notiziari", commenta Franco Sandoval, dottore in antropologia e direttore generale di questo luogo per riposare.
Testo e foto: Edwin Castro Hotel Uxlabil, telefono: 00502-23669555
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