Tra montagne e vulcani, un luogo che promette di essere un'esperienza indimenticabile è Sololá. Il lago di Atitlán offre un paesaggio unico che attrae visitatori da tutte le parti del mondo. Per questo, per l'economia della regione, il turismo si situa in una linea molto importante. La produzione artigianale è anche questa rilevante. Gli oggetti artigianali vengono elaborati in quasi tutti i comuni di questa regione e si offrono ai turisti nei mercati insieme a quelli che provengono da altre regioni del paese e anche questi vengono commercializzati a Panajachel e negli altri paesi.

A Sololá abbondano i vulcani e non solo formano parte del paesaggio, ma costituiscono anche evidenza di una storia geologica molto interessante, allo stesso modo del Lago di Atitlán. Intorno a questa importante risorsa acquifera, si trovano manifestazioni culturali molto varie. Così per esempio a Santiago Atitlán c'è Maximón, prodotto del sincretismo religioso tra il cattolicesimo e la fede maya.
Sololá è anche conosciuta per i suoi pittori paesaggisti, che nutrono le proprie opere delle tradizioni e dei costumi della vita quotidiana degli abitanti dell'altopiano.
La prossima volta che visitate Sololá, non tralasciate di prendere una lancia per conoscere alcuni dei paesi che circondano il lago di Atitlán. Senza dubbio scoprirete qualcosa di nuovo!
Nome del dipartimento: Sololá. Capoluogo del dipartimento: Sololá. Popolazione: 260.359 abitanti approssimatamente. Comuni: Sololá, San José Chacayá, Santa María Visitación, Santa Lucía Utatlán, San Antonio Palopó, Nahualá, Santa Catarina Ixtahuacán, Santa Clara La Laguna, Concepción, San Andrés Semetabaj, Panajachel, Santa Catarina Palopó, San Lucas Tolimán, Santa Cruz La Laguna, San Pablo La Laguna, San Marcos La Laguna, San Juan La Laguna, San Pedro La Laguna e Santiago Atitlán. Clima: Freddo. Lingua: Kaqchikel, k'iche' e tz'utujil. Altitudine: 2.113 metri sopra il livello del mare. Confini territoriali: Al nord con le regioni di Totonicapán ed El Quiché; al sud con Suchitepéquez; ad est con Chimaltenango, e ad ovest con Quetzaltenango. Estensione territoriale: 1.061 chilometri quadrati. Festa patronale: 15 di agosto, Virgen de la Asunción. Fondazione: 1825. Temperatura: Massima 22 gradi centigradi.Minima 9 gradi centigradi.
Società e cultura Di E. Virgilio Reyes
Storicamente questa regione, durante la colonizzazione, formò il partito di Sololá con trenta paesi nella sua giurisdizione, e come regione si eresse tale il 4 di novembre del 1825, per decreto dell'Assemblea Costituente di quest'epoca. A metà del secolo XIX formò parte dello stato degli Altipiani e nel 1849 si integrò nuovamente alla repubblica.
La regione ha diverse attrazioni, tra queste c'è il lago di Atitlán. Questo corpo d'acqua conta una estensione superficiale di più di 120 chilometri quadrati ed è situato ad un altezza di 560 metri sopra il livello del mare. L'importanza del lago è vitale per gli abitanti, poichè intorno a questo ci sono vari paesi che vivono delle risorse naturali alle quali hanno accesso. Per di più, varie strade circondano il luogo, fornendo un mezzo di comunicazione importante non solo per gli scambi commerciali, ma anche per l'affluenza turistica.
Ci sono anche alcune cateratte che per la loro singolare bellezza sono state considerate attrazioni turistiche. Una di queste si trova nelle immediatezze di Panajachel, sulla strada che da direttamente al lago. Un'altra molto conosciuta è quella chiamata Tzalá che ugualmente si trova a Panajachel.
Tra i pendii naturali importanti troviamo i vulcani Tolimán, Atitlán e San Pedro, oltre a quello chiamato Picco di Santa Clara che si trova nelle immediatezze della riviera del lago.
I gruppi linguistici predominanti in tutta la regione sono: kaqchikel, tz'utujil, e k'iche', alcuni dei quali vengono parlati nei paesi stanziati intorno al lago.
L'economia della regione è caratterizzata dalla produzione artigianale, coltivazioni di ortaggi, mais, fagioli, grano, pomodori, caffè e cipolle; così come gli allevamenti di maiali, pecore e capre. Dal lato della costa è frequente osservare la produzione su bassa scala di mango, avocado, banane e platani.
Pedro Sosof Ramírez, pittore di Santiago Atitlán.
Nell'aspetto culturale la produzione è varia e diversificata. Nel capoluogo regionale si producono tessuti di cotone e lana, mobili in legno e prodotti in cuoio. A Nahualá la tradizione è l'elaborazione di pietre da mole e artigianato in legno.
Santa Catarina Ixtahuacan produce tessuti di uso quotidiano come i güipiles, i cortes e i morrales. In legno si producono le maschere per le danze tradizionali, mobili e giocattoli.
A San Juan La Laguna, di parlata tz'utujil, si producono tessuti traforati (artigianato che viene prodotto anche a San Antonio Palopó), materiale ottenuto direttamente dal lago. In questo comune si fabbricano anche candele di cera e grasso animale.
Un altro comune importante non solo per la sua produzione artigianale, ma anche per le sue attrazioni turistiche è Panajachel, l'artigianato proprio si confonde con la grande quantità di articoli tipici portati da altre regioni come Totonicapán, La Antigua Guatemala e la capitale.
Panajachel è il punto principale a Sololá, essendo un mercato artigianale di grande importanza.
Sololá si distacca a livello nazionale e internazionale per i suoi pittori, la maggior parte appartenenti al gruppo tz'utujil. Alcuni combinano l'attività agropastorizia con la produzione artistica. Uno degli esponenti più conosciuti di quest'arte è stato Juan Sisay, che ottenne un gran riconoscimento in questo ramo.
In quanto alle pratiche religiose, si distingue il culto di Maximòn, che è una divinitá propria della cultura maya tz'utujil , che viene venerata a Santiago Atitlán e che congrega numerosi fedeli dei dintorni del lago.
Sinistra: chiesa di Santa Catarina Ixtahuacán.
Maximón è una figura che attraverso la sua esistenza ha rappresentato per le comunitá di Sololá e in special modo del comune di Santiago Atitlán, fuochi di resistenza culturale con la propria ibridazione dei rituali. L'immagine esce in processione il Venerdí Santo di ogni Settimana Santa. La particolarità di questo corteo processionale è che esce insieme al Santo Entierro, situazione che in passato gli valse tutta una serie di difficoltà con la chiesa cattolica. La confraternita conosciuta come della Santa Cruz (Croce), é quella che si incarica dei preparativi dei cicli rituali e festivi di Maximón per tutto l'anno.
Uno dei punti centrali a livello dei comuni che formano la regione di Sololá, è precisamente Santiago Atitlán; qui la confraternita della santa Cruz coesiste con più di una decina di chiese evangeliche di distinte denominazioni.
A livello nazionale, quello che identifica la regione è il lago Atitlán. Questo costituisce non solo uno dei perni economici per i comuni che si trovano intorno a questo, ma anche una componente vitale nella cultura locale. Questo lago è di origine vulcanica ed è uno dei più importanti del paese, con un area di 125,70 chilometri quadrati. Forma con lo scenario paesaggistico un complesso che si compone con i vulcani Tolimán, Atitlán, il monte De Oro ed il San Pedro. Questa immagine è parte delle attrazioni turistiche della zona.
Questa condizione naturale, oltre all'ubicazione geografica tra l'altopiano e la costa del sud, pone in rilievo la ricchezza della diversitá biologica imperante nel luogo. Tuttavia, parte di queste risorse sono state perse progressivamente, come successe con quello che era chiamato "pato poc", o con l'introduzione di specie esotiche nel lago come il caso della lobina negra finalizzata alla pesca per i turisti.
La popolazione di 298.468 abitanti approssimatamente, in un'estensione territoriale di 1.060 chilometri quadrati e distribuita in 19 comuni, ha una diversità culturale importante, tra quelli che parlano tz'utujil, k'iche', kaqchikel e castellano. Allo stesso modo la popolazione ha diverse attività produttive che sono estese in quanto alla loro commercializzazione nella maggior parte dell'altopiano guatemalteco, tra queste le pietre da mole, che sono elaborate a mano e fabbricate a Nahualá. Gli artigianati in legno come le maschere, i mobili, figure di santi e di animali sono facili da trovare giacchè si vendono ai bordi delle strade. A Natale gli addobbi elaborati con fibra di grano sono parte dei prodotti che disegnano le famiglie contadine a Sololá.
Il sovrano impero delle montagne
Come regione Sololá è la massima espressione delle montagne guatemalteche. Non perché possiede le maggiori altezze, perché queste appartengono a San Marcos; neppure perché ha le moli maggiormente compatte, cosa che succede a Huehuetenango; nemmeno perché appartiene a più di un sistema, poiché questo succede nel Quiché e le sue tre cordigliere. Non perchè sono tanto estese come in Verapaz infine neppure dovuto al fatto che sono tanto frammentate come a Chiquimula.
No, Sololá è il regno delle montagne perché anche la più infima particella del suo territorio è fatta da queste. E tutte sono vulcaniche. Sia che formino coni, monti isolati, serre sovrapposte, altopiani, conche o passi di montagna, i suoi materiali costitutivi dicono da soli che forono creati da un fragore venuto dall'interno della Terra. Tutta la regione, cosa che deve già essere evidente, appartiene alla Cordigliera Vulcanica che attraversa il Guatemala da ponente a levante. Si situa come parte dell'alta e fresca regione sud-occidentale.
Atitlán e la sua allucinante storia
Sembra, per quello che è oggi Sololá, che sia stata lanciata una prolungata e potente tappa di attività vulcanica sopra l'antichissimo zoccolo Paleozoico della Cordigliera. Gli esperti la chiamano Vulcanismo Terziario, e calconano che ebbe luogo tra i 20 e i 3 milioni di anni fá. Durante questo periodo , l'antica superficie si trasformó in un rilievo igneo, che attualmente assomiglia con molta probabilità a quello di Chiquimula. In seguito, passato un certo periodo di relativa calma, solamente due milioni di anni fà, si stabilì un altro intenso periodo di attività ignea. È il vulcanismo Quaternario, che dura fino ai nostri giorni con manifestazioni tiepide, come le solfatare, fonti ed emanazioni gassose della cuspide del vulcano Atitlán. Però nei suoi tempi di splendore fu di una violenza inaudita. Provocò il collasso di estesi terreni, la formazione di catene montagnose e l'innalzamento di coni e duomi di magma.
La geografia del vulcanismo Quaternario coprì quella del Terziario e impose la sua immagine. Tra le nuove serre innalzatesi ci sono quelle di Parraxquim, Chuatroj e María Tecún. I coni vulcanici più prominenti sono quelli di de Atitlán, Tolimán, San Pedro, Santo Tomás o Pecul e Zunil ( che viene diviso con Quetzaltenango). Un duomo molto conosciuto, evidente e facile da localizzare è il Cerro De Oro, nella falda nord del vulcano Tolimán.
Però non tutto il vulcanismo significò alzarsi. Nei terreni che corrispondono al centro della regione che conosciamo, improvvisamente il suolo sprofondò bruscamente. Violente eruzioni di vulcani inesisitenti adesso e fragorose esplosioni di altri, dettero origine ad una strana falla geologica di contorno più ovale che circolare. In sequenze inconcepibili, tra eruzioni, esplosioni e movimenti profondi del magma, la terra delimitata dalla colossale frattura se ne andò verso il basso.
Al sud si alzarono nuovi coni, le cui colate di lava chiusero parzialmente alcuni spazi. Così si formò la conca del lago Atitlán. Una non comune depressione di più di 125 chilometri quadrati di area e profondità superiori ai 330 metri. Catturò acqua, enormi volumi provenienti dai fiumi, dall'attività vulcanica stessa e anche dalla pioggia. Perse la sua forma ovale ancestrale, dato che i flussi di lava dei vulcani meridionali cingevano la conca provocando così la formazione delle conosciute bahíe di San Juan, di Santiago e di San Lucas. Con il passare del tempo il formidabile deposito verrà battezzato come Lago di Atitlán.
Attrazioni naturali; paesaggi di rara bellezza e grande energia
Senza lasciare spazio a dubbi, la maggior attrazione turistica di Sololá è il lago di Atitlán. La sua incredibile bellezza scenica domina il campo visuale da qualsiasi angolo si guardi. I versanti che la circondano, tracciati quasi a piombo, sono i bordi della colossale falla geologica che formò la conca. I vulcani, di siluette quasi perfetta, sembrano guardare alle cristalline acque da un potenziale precipitarsi verso il mare. Versanti e vulcani forniscono la cornice montagnosa, agreste e unica dello splendido corpo d'acqua.
Inimmaginabile è la quantità di attrazioni turistiche che girano intorno ad Atitlán. Per l'esisitenza di 10 paesi sulle rive, la diversità delle soste in ognuno significa moltiplicare le opportunità di godere di un gran viaggio. Esempio chiaro è Panajachel, il prototipo, cuore e anima delle visite al lago. Presto nel mattino, tra canti di cenzontles, guardabarrancas e sharas (uccelli tipici del luogo), non c'è miglior cosa che un'ascensione dal punto di osservazione della Piedra del Zope. Il fresco sentiero penetra un umido e fragrante bosco di lecci; si può seguire fino a dove si desideri o fermarsi dove si voglia ammirare il superbo panorama.
Le camminate del pomeriggio (quelle che si fanno dopo essere stati a nuotare, sciare, remare, pescare o attraversare in lancia il lago) possono dirigersi ad ammirare la cataratta di San Jorge; molto vicino a questa c'e' il punto di osservazione dallo stesso nome, con eccellente vista e un posto ideale per fare foto. Da qui, una breve discesa permette di arrivare alla Cueva (grotta) de Los Brujos, enigmatica, oppressiva però un eccellente motivo per passeggiare e conoscere.
Una buona opzione per chi non desideri camminare dopo pranzo, è pedalare verso Santa Catarina e San Antonio Palopò, però con attenzione perché molti conducenti dei veicoli a motore sono temerari e con poca accortezza. Questa è una strada panoramica che scorre con poca salita lungo gli otto chilometri della riviera a nord del lago. Con un buon filtro solare addosso e vestiti comodi, questo giro è più di una passeggiata. È sport, esperienza, conoscenza, rilassamento...
Dopo le camminate o le pedalate, tornare al lago è una decisione felice. Quando il giorno inizia ad andarsene e le fresche brezze delle montange iniziano a coprire la valle, godere del tramonto insieme ad un odeggiare estremamente languido e tiepido risulta indimenticabile. I colori dell'orizzonte vespertino sono tanto intensi come l'inspiegabile getto di energia vitale che sembra venire da ogni parte e arrivare in ogni angolo.
Severe restrizioni di spazio impediscono di continuare ad esplorare l'insieme di attrazioni ed opportunità degli altri comuni. Ci limiteremo a considerare un breve elenco di nomi dei siti che rimangono in attesa di ecoturisti.
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