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Santa Rosa è il luogo ideale per realizzare attività ricreative che includono un riposo tranquillo e un’altra serie di distrazioni meno passive come montare a cavallo, navigare, pescare, fotografare la natura, osservare gli uccelli, abbronzarsi, nuotare, camminare sulle rive del mare, scalare vulcani o conoscere il centro esatto del continente americano.

La sua economia si sviluppa intorno all’agricoltura, specialmente del caffé. In questa regione abbondano i benefici di caffé, così come le tenute di allevamenti e da qui la fama dei suoi formaggi, creme e burri.

I giorni festivi a Santa Rosa sono memorabili e la sola preparazione delle feste sono un evento in sé.

Si possono ammirare le mayordomías, le fratellanze e i comitati organizzativi, che rendono possibile rivivere le tradizioni che nei secoli passati marcarono una nuova forma di sincretismo religioso.

Per di più non possiamo tralasciare di menzionare le spiagge che sono state visitate da turisti nazionali e stranieri, il canale di Chiquimulilla, così come il tartugario a Monterrico, che è un importante centro di convergenza dove gli ecologisti hanno l’opportunità di osservare le tecniche applicate per conservare questa pregiata specie in pericolo di estinzione.

Nome della regione: Santa Rosa.
Capoluogo regionale: Cuilapa.
Popolazione: 314.151 abitanti approssimatamente.
Comuni: Cuilapa, Barberena, Santa Rosa de Lima, Casillas, San Rafael Las Flores, Oratorio, San Juan Tecuaco, Taxisco, Chiquimulilla, Santa María Ixhuatán, Guazacapán, Santa Cruz Naranjo, Pueblo Nuevo Viñas e Nueva Santa Rosa.
Clima: Caldo.
Lingua: Spagnolo.
Altitudine: 893 metri sopra il livello del mare.
Confini territoriali: Confina al nord con le regioni di Guatemala e Jalapa, ad est con Jutiapa, al sud con l’ Oceano Pacifico, e ad ovest con Escuintla.
Estensione territoriale: 2.955 chilometri quadrati.
Festa patronale: 25 di dicembre.
Fondazione: 1852.
Temperatura: Massima 29 gradi centigradi. Minima 15 gradi centigradi.

Aspetti storici, Di Mirna Annabella Barrios Figueroa

Si divide in 14 comuni con differenti caratteristiche a seconda della zona geografica dove sono ubicati, giacché la regione si divide in due zone topografiche ben definite, quella del nord che si trova sopra la serra Madre, di superficie montagnosa, e quella del sud che corrisponde alla costa e alla bocacosta, con estese pianure e valli che terminano sulle spiagge dell’oceano Pacifico; per questo c’è varietà di climi, dal freddo di San Rafaél Las Flores, fino al calore dei comuni costieri.

Tra i primi aspetti storici che si possono menzionare dell’attuale Santa Rosa, c’è la presenza della lingua nahuatl durante il primo millennio dell’era cristiana. Poco dopo il secolo X, avvenne una nuova invasione discendente dalla prima chiamata nahua. All’arrivo degli spagnoli erano già totalmente insediati gli xincas e i pipiles.

La signoria xinca si estendeva dalla costa fino alle montagne di Jalapa. I suoi abitanti si manifestarono sempre coraggiosi e agguerriti, furono di quei gruppi che posero la più fiera resistenza agli spagnoli sotto il comando di Alvarado, quando incrociarono la zona della rotta a Cuscatlán.

La vita della regione inizia intorno al paese che venne chiamato Nuestra Señora de los Dolores o Candelaria de lo Esclavos, il quale nel 1570 contava già di un curato addottrinatore e di vita organizzata.

Il 21 di Agosto del 1573, sotto sollecito del sindaco procuratore Baltasar de Orena, le autorità del regno acconsentono alla costruzione del ponte Los Esclavos, che viene iniziato nel 1592.

Già stabilito e organizzato il sistema coliniale, gran parte dell’attuale territorio di Santa Rosa corrispose al comune di Escuintla e Guazacapán, quest’ultimo conosciuto come partito.

La fertilitá delle terre e un commercio fiorente, furono i motivi di una grande prosperità economica nella regione; la stessa è stata un punto di transito commerciale, passaggio obbligato per mercanzie come il tabacco, e vi affluiva chi proveniva da Honduras e El Salvador; allo stesso modo l’unica via abilitata per il commercio con il resto del regno e verso i punti dell’Atlantico era questa, dato che il ponte de Los Escalvos era l’unico per poter attraversare il fiume dallo stesso nome.

C’è da far notare che per quest’epoca la mescolanza di razze si era accentuata nella regione e i latini costituivano un alta percentuale della popolazione. Al momento in cui venne proclamata l’indipendenza il 15 di settembre del 1821 e al giungere alle orecchie del popolo, quest’ultimo ricevette la notizia con molta allegria, celebrando quindi con fuochi d’artificio e rintocchi di campane (in mancanza di artiglieria), musica e altre manifestazioni di euforia.

L’assemblea Nazional-Costituente divise lo stato del Guatemala in sette regioni, essendo il terzo quello di Guatemala-Escuintla e Guazacapán, suddividendolo così in sette distretti tra i quali figurava Cuajiniquilapa (Cuilapa), che passò ad essere il capoluogo regionale.

Per migliorare l’amministrazione, nel 1848 il governo divise la regione di Mita in tre distretti; Jutiapa, Santa Rosa e Jalapa. Più avanti si decise di creare la regione di Santa Rosa come lo è attualmente. La sua data di creazione è l’8 di maggio del 1852.

Nel 1892 appare come parte della regione sud del Guatemala, con popolazioni di recente formazione e come capoluogo ha Cuajiniquilapa. Nella sua organizzazione attuale, Santa Rosa raggruppa popolazioni antiche che datano l’epoca coloniale e altre che formarono il secolo XIX.

Patrimonio culturale

Santa Rosa è una regione con un 97% di popolazione latina. Il gruppo indigeno raggiunge appena un 2,6%, e questi si concentrano specialmente a Guazacapán. È una regione meticcia per eccellenza e una delle più ricche di folclore in tutte le sue manifestazioni.

Questa bella regione che offre molte aspettative al turismo, è l’amalgama perfetta tra patrimonio naturale, clima e patrimonio culturale, dal quale il turista ritornerà meravigliato.



Attualmente è dotato di vie di comunicazione moderne e in perfette condizioni di transito.

La regione mostra manifestazioni di folclore guatemalteco in tutte le sue espressioni: rispetto all’artigianato ogni comune è produttore di una o più linee, però vale la pena menzionare separatamente i laboratori di ceramica di Guazacapán, come quelli del paese di Media Cuesta (San Rafael las Flores), Santa María Ixhuatán e Santa Cruz Naranjo, distinguendosi le ultime due per i loro ricercati rifinimenti, così come mostrano le assimilazioni che tali espressioni pre-ispaniche hanno avuto per mano dei meticci.

La produzione artigianale include il lavoro in Jarcia (tipo di terracotta), cappelli e scope di palma, oggetti in legno, cere, ceste e oggetti in tulle. In tutta la regione, spacialmente a Taxisco, i sellai producono oggetti in cuoio come attrezzi per le mandrie, selle da cavallo, fondine per machetes e armi da fuoco.


In tutti gli abitati costieri o prossimi ai fiumi, gli artigiani tessono reti, lumpes e trasmayos (reti speciali) per la pesca. Sono importanti anche gli strumenti musicali.

I turisti troveranno molti artigianati della regione visitando i suoi mercati, caratterizzati da un’amalgama di varietà e colore. In ogni comune o paese si realizza la propria festa religiosa con forte influenza spagnola. Si realizzano anche rodei, corride di nastri e di galli, allietati generalmente da musiche di bande con strumenti a fiato. La festa degli allevamenti si trova sparsa per tutta la costa sud e tutte le altre regioni di allevamento. Le danze tradizionali fanno la loro apparizione in alcune feste patronali, come è il caso di Barberena e Taxisco.

Una delle stampe proprie della regione è la Zarabanda del paese di Los Esclavos. Per la celebrazione, nel mese di gennaio, le donne risplendono con costumi di satín in colori forti, brillanti e che richiamano l’attenzione, con maniche appuntate. Sembra che sia una continuazione delle mengalas che abitarono la regione. Questa viene realizzata nelle case private o in strutture di rami fatte per l’occasione (enramadas).

Le enramadas sono un elemento proprio della regione, giacchè fa uso della vegetazione locale, così come gli adorni delle case, le frangie e la concezione multicolore. Quasi tutte le date religiose, segnate dal calendario, hanno la loro accoglienza sia che sia un comune sia che sia un paese. Un elemento religioso comune nella regione come in tutto l’oriente guatemalteco, è l’incontro di santi che possono trovarsi nella casa di una fratellanza, di una confraternita, all’incrocio di una via, in chiesa o in un altro punto pensato per l’occasione.

Al parlare di leggende non si può passare sopra ad una delle credenze che identificano Santa Rosa, come la costruzione del Ponte Los Esclavos. Secondo una credenza popolare, fu edificato dal diavolo una notte su richiesta di uno schiavo per essere perdonato dal suo padrone, in cambio di questo favore, doveva consegnare la sua anima, però si pentì e già al giungere del mattino mostrò un crocifisso al demonio che fuggì lasciando una pietra da collocare. La gente dice che anche se questa si torna a collocare sempre cadrà nuovamente.




Il centro geografico del continente, Di Luis Villar Anleu

Il punto equidistante tra i due gelidi territori del ghiaccio dell’estremo nord-america e la tormentosa terra del fuoco, nell’estremo sud australe del continente americano, si trova in Guatemala, nella regione di Santa Rosa per essere più precisi. Autori del calibro di Francis Polo Sifontes e di Guillermo Corado Ruano, sono stati ancora più rigorosi, perchè assicurarono che il centro geografico del continente si trova nei terreni del capoluogo regionale, la città ci Cuilapa.

Dall’essere veritieri tali segnalazioni, il cuore dell’America sarebbe rappresentato dalla regione di Santa Rosa, in un terreno mezzo montagnoso, mezzo piano. Il punto centrale si troverebbe tra le montagne, queste corrispondono alla regione sud-orientale della cordigliera vulcanica e costituiscono quasi tre quarte parti della regione, dal lato settentrionale. Il lato meridionale, piano, riunisce approssimativamente la quarta parte delle terre e appartiene alla grande pianura dell’oceano Pacifico, storicamente chiamato Costa de Guazacapàn.

Un potente vulcanismo

La storia geologica di Santa Rosa è basata fondamentalmente su processi di vulcanismo di inimmaginabile intensità. Sebbene in principio la storia è comune al resto della cordigliera, in vari luoghi come la laguna di Ayarza, il Pino e Ixpaco e nello stesso vulcano Tecuamburro, sono stati impressi dettagli che la differenziano chiaramente. A Santa Rosa quasi tutti gli aspetti geografici sono di un vulcanismo giovane, che data Quaternario iniziale (degli ultimi due milioni di anni appena).

Quando l’attività ignea era nel suo apogeo accaddero generalizzate eruzioni di lava fluida, capace di far sì che le strutture vulcaniche avessero forma conica, come quella del vulcano Jumaytepeque. Su alcuni vulcani ci furono eruzioni laterali. Crearono coni parassiti, a volte più di uno. Così, tali vulcani acquisirono forme grottesche di massicci montagnosi, come succede a Tecuamburro e Cruz Quemada. A volte le eruzioni non furono di tipo centrale, come quelle tipiche dei comignoli vulcanici, se non lungo delle fessure più o meno lunghe. Questo ha dato luogo alla formazione di monticelli allineati, di solito a forma rotonda e con tenui pendenze. In alcune parti il monti esplosero con colossale intensità lanciando enormi volumi di materiale, come le pietre pomice che riempiono tutte le valli. Si ammira sopra le cime che circondano la laguna di Ayarza e in tutti i terreni piani intorno a Santa Rosa de Lima, Nueva Santa Rosa, Casillas, Santa Cruz Naranjo e molti altri siti.

Anche l’origine della conca della laguna di Ayarza viene relazionata con l’attività vulcanica. Secondo alcuni autori, due vulcani che qui si trovavano, entrarono in un’attività inusualmente intensa. Si crede che le loro eruzioni fossero smisurate in tale maniera che quasi si svuotarono di magma, cosa che li portò a collassare in un evento catastrofico. In questo modo la conca ha ora una forma di un otto e possiede pareti fortemente scarpate. Invece nella conca della laguna del Pino gli scientifici credono che ci sia stata una combinazione di processi vulcanici e tettonici. Pensano che la forma irregolare si deve al fatto che si formarono falle che sprofondarono i terreni del lato nord, in un evento associato alla forte attività eruttiva avvenuta nell’area. Invece nelle falde del nord del vulcano Tecuamburro, in un cratere dell’esplosione (o caldera), si formò la laguna di Ixpaco.

Attrazioni turistiche, il lungo lago sulle rive del mare.

In accordo con la sua varietà geografica, la regione di Santa Rosa è anche un insieme vario di destinazioni ecoturistiche. Qualsiasi sia la ragione del viaggio verso quest’ultima, una volta lì sorgerà sempre spontaneamente una grande abbondanza di motivi per ricrearsi, riposare placidamente, salire a cavallo, navigare, pescare, fotografare la natura, osservare gli uccelli, aiutare a conservare le tartarughe marine, abbronzarsi, nuotare, camminare sulle rive del mare, scalare vulcani o conoscere il centro esatto del continente americano.

Vulcani. Sono quattro: Tecuamburro (1.945 metri di altitudine) nella giurisdizione di Pueblo Nuevo Viñas, Taxisco e Chiquimulilla; Jumaytepeque (1.815 metri) nelle terre di Nueva Santa Rosa; Cruz Quemada (1.690 metri) a Santa María Ixhuatán, e Cerro Redondo (1.220 metri) a Barberena.

Tecuamburro e Cruz Quemada. Sono i più australi, formano parte del versante della cordigliera, quelli che acquisirono forma di montagna e dalla cui cima si possono ammirare le estese pianure della costa e dell’oceano Pacifico. Gli altri due, più a nord, rappresentano passeggiate molto percorse. L’ascensione di tutti e quattro è facile e gratificante.

Laguna del Pino. La sua vicinanza alla Città del Guatemala e Cuilapa, il capoluogo regionale, fanno di questa laguna un luogo intensamente visitato. I fine settimana, in special modo la domenica, ci sono molte vendite di cibo e bibite. Le campagne che la circondano che sono popolate da casuarinas (alberi tipici con foglie a forma di piume), risultano ideali per camminare e fare merenda. Per di più c’è un campo da calcio e la possibilità di affittare cavalli per cavalcare nella campagna. La laguna stessa offre possibilità di nuotare, pescare e remare in piccole lance in affitto. Vi si arriva per mezzo di una strada transitabile sempre con qualsiasi veicolo.

Laguna di Ayarza. Un poco più lontana però non inaccessibile. Vi si arriva da una via sterrata in buono stato. I suoi versanti sono scoscesi e maestosi, però sono molto trascurati e deforestati. Molti abitanti locali la visitano assiduamente per nuotare e farsi dei bagni. Altri la preferiscono per pescare, osservare gli uccelli e fotografare.

Laguna di Ixpaco. Questa laguna, connessa da una buona strada sterrata corta, è uno strano deposito di acqua solforosa che nasce nel luogo stesso. Senza dubbio è la conseguenza dell’attività del vulcano Tecuamburro alle cui falde appunto si trova. È quasi circolare, con un diametro di 350 metri, colore giallo paglierino e forte odore di zolfo. Le sue ribollenti fonti calde, hanno la fama di essere medicinali. Lo scenario è di strana bellezza; per il resto è una laguna morta.

Río los Esclavos. Corrente propria del territorio, il quale divide in due metà longitudinali. In molti luoghi, lungo la valle, sono stati abilitati balneari intensamente gradevoli e rinfrescanti. Addirittura in alcuni esiste la possibilità di accampare e passare deliziose veglie alla luce della luna o delle stelle.

Spiagge marine. Tutta la linea costiera di Santa Rosa, di poco più di 45 chilometri di lunghezza, è una serie quasi continua di spiagge. Dovuto all’uniformità del litorale, la maggior differenza tra queste e il loro relativo grado di isolamento o di facilitazioni turistiche. Molti visitatori preferiscono una certa solitudine, altri la possibilità di andare al ristorante o ad un hotel di lusso; ce n’è per tutti a seconda delle personali preferenze. Le più popolari sono: El Garitón, Madre Vieja, La Candelaria, El Pumpo, Monterrico, Hawaii, Los Limones, San José Buena Vista e Las Lisas. Quest’ultima è forse la spiaggia più bella del Pacifico del Guatemala.

Canale di Chiquimulilla. Questo lungo corpo d’acqua che attraversa tutta la regione, lungo la linea del mare e delle sue spiagge, separato da queste solo da una duna di grande ricchezza, colore e sole. Nel rigore geografico costituisce un allungato lago di litorale, di acque salubri di estuario. È navigabile per tutta la sua lunghezza, così che all’attraversarlo si può raggiungere qualsiasi spiaggia, comunità costiera o sosta di agreste solennità. Le sue rive sono popolate, sia da mangrovie che da giunchi, con un’alternanza di habitat di estrema importanza per la vita silvestre e di bellezza straordinaria per il fotografo o il visitatore comune.

Riserva naturale di Monterrico. Tenendo come cuore il paese di Monterrico, comune di Taxisco, questa riserva è una sezione del canale di Chiquimulilla, con le sue dune, le sue spiagge, le mangrovie e i giunchi magnificamente rappresentati. È il punto della costa di Santa Rosa che da più facilitazioni per essere conosciuta, per degustare appetitosi piatti di frutti di mare, bere un rinfrescante cocco, far sì che la pelle prenda il colore del bronzo, estasiarsi di fronte al tramonto nell’orizzonte o aiutare i programmi ambientali del Centro Studi Conservazionisti.
 

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