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Un braccio di terra si addentra vittorioso nel mare dei Caraibi, nascondendo una sorprendente ricchezza naturale.
Imbarcarsi verso Punta de Manabique, conoscendo tutti i segreti della via, è un'avventura carica di sorprese e gioie naturali.
Se vi siete decisi a realizzarla, i lavoratori sociali della Fondazione Mario Dary (Fundary), faranno da guide nella visita all'area di protezione speciale di Punta de Manabique. Sono coscienti che lo sviluppo sostenibile dipende dagli ingressi del turismo, in tal modo al mettersi in contatto con loro, offriranno amabilmente tutto l'aiuto di cui uno ha bisogno.
Per questo, anche se esistono barche che portano in questo luogo, lo fanno a prezzi elevati, per cui raccomandiamo di ricorrere a questa organizzazione ecologica o di tentare di adeguarsi ad un viaggio organizzato da qualche agenzia di viaggi.
Il tragitto in barca da Puerto Barrios è lungo però questo è parte dell'attrazione, infatti non c'è forma migliore per ammirare l'impressionate potere del paesaggio. La baia La Graciosa, a metà del percorso, è uno dei posti dove ancora la terra sembra sorgere dalle acque dell'oceano.
Il viaggiatore si trova con una formazione naturale in continuo sviluppo, un pantano di acqua dolce che cresce incostantemente. In quest'ambiente le condizioni per la vita umana sono molto ostili e gli abitanti del posto sopravvivono a dure pene della vendita del carbone.
Il bosco umido della zona si rigenera con grande rapidità, cosa che permette questo lavoro senza il pericolo della deforestazione. Ciò nonostante, la possibilità di incendi incontrollati lo trasformano in un rischio costante.
Nel regno verde
Anche se sembra una missione impossibile, gli inglesi si proposero di realizzare un grande canale che gli permettesse la navigazione verso l'interno. Trovandosi di fronte alle inarrestabili mangrovie, i negoziatori di legni stranieri costruirono questa via che oggi non utilizzano più, però che è possibile percorrere per un tragitto di due ore. Il Canal Inglés è un luogo ideale per osservare uccelli e rettili.
Lasciandosi dietro la baia la Graciosa, si continua navigando lungo la penisola e si scorgono piccole comunità di pescatori, come Cabo Tres Puntas o San Francisco del Mar.
Il porticciolo di Punta de Manabique, infine, riceve il visitatore. Una spiaggia di sabbia bianca e cocchi con nidi di oropendule ed alcune case caribegne, è il punto dove si trova l'eco-hotel che permetterà di passare la notte.
Questo albergo, El Saraguate, ospita gli escursionisti che desiderano passare la notte nel luogo ad un costo ridotto. Il posto è idillico per pernottare, è separato dalla civiltà ma possiede elettricità e servizio di ristorante. Inoltre, è l'unico luogo dei dintorni dove è possibile alloggiare. Da qui, se si desidera addentrarsi nella selva, c'è un passaggio che i lavoratori ecologici hanno costruito con legno sopra il pantano.
Questa grande formazione peninsulare di 182 chilometri quadrati, crea un ecosistema molto peculiare, nel quale l'acqua dolce del pantano convive in sintonia con l'acqua salata del mare. È possibile distinguere la linea che divide queste due correnti interne del mare. La temperata acqua turchese interna, da spazio al caldo e trasparente mare dei Caraibi. Passato Punta de Manabique, l'oceano si impone ed una spiaggia argentata si estende verso l'infinito. Qui si trova un'altra destinazione del viaggio, il rifugio di Vita Silvestre Julio Obiols, che vale la pena non solo per conoscere il suo lavoro conservatore, ma anche per essere un punto perfetto per godere della bellezza del luogo.
Nella genesi
La varietà di specie animali e vegetali di questo luogo è innumerevole. Differenti studi ed organizzazioni si sono interessate per mantenere ben conservato questa parte ridotta e privilegiata del paese. Tuttavia, gli sforzi sono ancora scarsi se si comparano alle necessità reali di questo lavoro ecologico. Il lamantino è un mammifero merino che visita queste coste e che è possibile vedere in pochissimi posti. La fauna di questa zona ha anche distinte specie di tartarughe marine, così come pipistrelli, scimmie, tucani, aironi o acquile pescatrici. La flora, da parte sua, permette di conoscere impressionanti boschi inondati di confra, oltre ad altre specie in grave pericolo, come un tipo di palma che soffre di una malattia che la rende giallastra. Fonte: Fondazione Mario Dary. 9482331 e (502) 3334957. Redazione viaggi
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