Alle porte del mare dei Caraibi, molto vicino al sole, con belle spiagge e molti luoghi da conoscere, Izabal è tutto un paradiso per passare alcune indimenticabili vacanze. Ad Izabal abbondano le riserve naturali che si sono trasformate nei luoghi di maggior attrazione turistica della regione, tra queste si trovano: il lago di Izabal, Río Dulce, Bocas del Polochic, Punta de Manabique ed il biotopo Chocón Machacas, senza tralasciare di menzionare le splendide spiagge di sabbia bianca.
Sinistra: Spiaggia di Punta de Palma a Puerto Barrios.
La cultura di Izabal, differentemente al resto del paese per l’influenza dei Caraibi, attrae anche i visitatori. In questa regione si trovano siti archeologici maya di grande importanza come Quiriguá.
Un’altra delle sua attrazioni principali e dovuta al fatto che è l’unica regione dove ci sia una popolazione garífuna, è il ritmo delle danze di Livingston, senza dimenticare lo squisito pane di cocco che preparano i suoi abitanti.
Izabal ha un grande sviluppo turistico. Senza dubbio per la sua economia, da tempi storici, le attività portuarie sono srate di grande importanza tanto per la regione come per tutto il paese. Per affari o per distrazione, Izabal ha molto da offrire... sicuramente è un luogo che non può non essere esplorato perché sempre si troverà un paesaggio affascinante.
Nome della regione: Izabal. Capoluogo regionale: Puerto Barrios. Popolazione: 327.365 abitanti approssimatamente. Comuni: Puerto Barrios, Livingston, El Estor, Morales e Los Amates. Clima: Caldo, tropicale. Lingua: Spagnolo, garífuna e q’eqchi`. Altitudine: 69 metri sopra il livello del mare (dato della capitale) Confini territoriali: al nord con Petén, Belize e mare dei Caraibi; al sud con Zacapa e Honduras, ad est con Honduras e ad ovest con Alta Verapaz. Estensione territoriale: 9.038 chilomentri quadrati. Feste popolari: El Estor il 29 di giugno, quando si commemora l’apostolo San Pietro. Los Amates il 3 di maggio, giorno della Santa Croce. Puerto Barrios il 19 di Luglio, festa in onore del Sacro Cuore di Gesù. Livingston il 7 di ottobre festa in onore della Vergine del Rosario. Fondazione: 1866 Temperatura: massima 31 gradi minima 29 gradi.
 Storia, popolazione e cultura
La popolazione nera caribegna più importante della regione e l’unica nel paese sono i garínagu, meglio conosciuti come garífuna. Questo gruppo etnico che recentemente ha compiuto duecento anni di vita centroamericana (1797-1997), di filiazione linguistica Caraibi arawak, permette di addentrarsi in una storia e in una cultura differente da quella del popolo maya.
Hernán Cortés nel suo viaggio alle Higueras nel 1504, passò dal porto del Nito e nelle sue lettere al re disse che era un importante porto commerciale. Effettivamente l’area di quello che oggi costituisce Izabal, è stato un territorio propizio per le vie del commercio, dati i suoi passaggi naturali per le strade fluviali e lacustri. Il sito più importante della regione lo costituisce Quiriguá, che data nel periodo classico. Si trova sulla via commerciale marcata dal fiume Motagua e nelle altre strade che furono e ancora sono importanti: Río Dulce-Lago di izabal-popochic e Río Sarstún.
Con l’instaurazione del progetto coloniale, gran parte della popolazione indigena venne decimata dalle malattie o trasferita in altre aree. Durante la colonizzazione era molto debole la presenza e sulla costa, ad eccezione di Porto De Trujillo e di quello di Omoa, fu praticamente nulla. Questo ha permesso le molestie degli inglesi che cercavano di aprirsi il mercato e si trovarono attratti dalle ricchezze di legname della regione.
In questo modo le autorità coloniali edificarono la fortificazione di Bustamante, che in seguito venne chiamata Castello di San Felipe de Lara, in onore al re di Spagna. Questa fortificazione ubicata nel punto strategico della connessione di Río Dulce con il lago di Izabal, venne attaccata e saccheggiata varie volte. Tutto ciò ha permesso ai pirati di assalire fino a punti come Panzós, nel territorio della Verapaz.
Verso la fine del secolo passato, la costa dei caraibi fu intento di politiche di emigrazione europea, promosse dalle idee dell’epoca sul governo di Mariano Galvez. Anche se la prima emigrazione belga a Santo Tomás de Castilla fu un fallimento, posteriormente a questa si consolidarono altre migrazioni, fondamentalmente tedesche, che si installarono nella Verapaz ed in altri luoghi importanti del porto di Livingston, il quale, negli ultimi anni del secolo XIX, venne catalogato come il porto più importante dei Caraibi guatemaltechi.
 Tradizione e patrimonio culturale
Quasi sicuramente la costruzione più importante dell’epoca è il Torreón di Bustamante o Castello di San Felipe de Lara.
Questa fortificazione ubicata tra Rio Dulce e il Lago di Izabal, permette di ricreare uno scenario tipico di qualsiasi altro punto della regione caribegna.
Castello di San Felipe de Lara, punto strategico tra il Lago di Izabal e Río Dulce.
Prima del sito archeologico di Quiriguá, che data periodo classico e le cui steli intagliate e le strutture sono testimoni di una storia che appartiene alla grande civiltà maya, troviamo infiniti siti del periodo post-classico, come quelli ubicati nella conca del lago Izabal, Bongo, Murciélago, Sepila, Pataxte, Las Delicias e San Felipe.
Ai margini di Río Dulce, Sarstún e Motagua; la presenza di piattaforme e montagnole sono chiari indicatori della ricchezza dell’occupazione pre-ispanica.
Senza dubbio la costruzione più importante dell’epoca è il Torreón di Bustamante o Castello di San Felipe de Lara. Questa fortificazione ubicata tra Rio Dulce e il Lago di Izabal, permette di ricreare uno scenario tipico di qualsiasi altro punto della regione caribegna; un territorio che durante la colonizzazione ha dovuto proteggersi dai pirati.
Quanto più vicino si va all’area del litorale dei Caraibi, più eterogenea diviene la popolazione stanziata. Nelle aree di frontiera con Zacapa e con l’Honduras, la popolazione generalmente è latina e si dedica a lavori come garzoni in fattorie di allevamenti. Questa popolazione ha una marcata cultura di carattere spagnolo e mantiene vive le tradizioni proprie dei latini d’oriente del paese. In questo settore di popolazione si sono sommati, dalla fine del secolo passato, i ch’orti’es di Chiquimula e senza dubbio durante la colonizzazione questa popolazione venne assimilata. A nord-ovest Izabal ha ricevuto una grande quantità di q’eqchi’es provenienti dalla Verapaz. Oggi El Estor e Livingston contano con una popolazione maggiormente q’eqchi’.
Per questo questi comuni sono ricchi di espressioni di questa cultura, giacchè questo è uno dei paesi indigeni che con maggior forza conserva le proprie tradizioni. Infatti le festività sono attive persino nei paesini più piccoli. Ci sono balli tradizionali, cerimonie rituali, grandi conoscenze sui boschi e interessanti forme di organizzazione sociale.
In più ai cinesi e ai neri anglofoni, conosciuti anche come creoli, senza dubbio la popolazione nera caribegna più importante della regione e unica nel paese è quella dei garínagu, che sono conosciuti come garífunas. Questo gruppo etnico che recentemente ha compiuto duecento anni di vita centroamericana (1797-1997), di filiazione lingiustica Caraibi arawak, permette di addentrarsi in una storia e in una cultura differente da quella del popolo maya.
Questa popolazione nera ha una cultura sincretica con quella in cui gli elementi africani, indio-americani e europei si manifestano in maniera particolare. Adesso stanziati a Puerto Barrios, però sporattutto a Livingston, imprimono alla regione un carattere particolare.
Il proprio sistema di festeggiamenti è ricco di tradizioni e in quanto all’arte della danza, viene accompagnata dalla poliritmia dei tamburi e dei canti particolari. La sua tradizione di pescatori e di grandi navigatori ci permette di avvicinarci ad un’altra cultura sconosciuta del Guatemala contemporaneo.
La spettacolare magia dei caraibi, Di: Luis Villar Anleu
E’ l’unica regione della Repubblica del Guatemala che confina con l’oceano Atlantico. Di conseguenza è quella che rappresenta i caraibi con tutto il vigore e l’esuberanza che c’è da aspettarsi da questo angolo del continente americano.
Ad Izabal ci sono il lago e la baia marina più grandi del paese. Le sue campagne sono percorse dal fiume con più portata. I pantani più opulenti, la più intricata rete di correnti di superficie e la maggior percentuale di specchi d’acqua si trovano sopra i suoi fertili suoli. Le sue selve sono la rappresentazione più genuina della lontana amazzonia, in queste si trova una delle diversificazioni della flora più abbondanti del Guatemala. Nei suoi ambienti naturali vive la fauna silvestre più distinta e peculiare.
 Río Las Escobas a Puerto Barrios
Una storia sorprendente
Se non fosse per l’esistenza di tre imponenti catene montagnose che si presentano come tanti altri rilievi orientati da nord-est a sud-ovest, tutta la regione sarebbe un’estesa pianura. Una è la sierra di Santa Cruz, un’altra quella del Mico che è un’estensione di Las Minas e la terza quella del Merendón. Alternandosi con queste ci sono altrettante pianure ampie orientate nello stesso senso. Sopra la prima scorre il fiume Sarstún, sopra la seconda ci sono i laghi di Izabal e Golfete, così come Río Dulce e sopra la terza serpenteggia il Río Motagua.
Le tre valli devono la loro esistenza a incrinazioni della terra, tanto antiche come le serre, che si sono evolute da tempi immemorabili. Ognuna è una falla geologica. Funzionalmente formano una congiunzione attiva che separa due enormi placche tettoniche. La falla che scorre tra la serra di Santa Cruz e quella del Mico si separò in due fratture. In mezzo a queste i terreni si fusero e formarono le vaste conche del lago di Izabal e di Golfete e lo stretto canyon dove scorre Río Dulce.
Le terre di Izabal sono risultate essere di una incredibile fertilità. Si pensa che il suolo più fertile del Guatemala sia lì, proprio nel luogo dove venne costruita l’antica Quiriguà. Allo sbocco di Río Dulce, nella parte nord-ovest, sono stati depositati da questo stesso i sedimenti sulla propria riva del mare. Il centenario accumulo ha creato volti spettacolari: la penisola di Punta de Manabique e, collateralmente, la baia di Amatique, un angolo oceanico intrappolato da suoli di fonti molto lontane.
Attrazioni naturali
Bocas del Polochic, Rifugio di Vita Silvestre. è un’area protetta nel delta pantanoso del Río Polochic. Terre inondate, rami di fiume, selve e praterie. Uno scenario splendido e una vita silvestre rigogliosa.
Punta de Manabique, Rifugio di Vita Silvestre. La costa caribegna per eccellenza. Spiagge di sabbia bianca, mare come insieme di acque cristalline e soavi onde, sole in abbondanza, palme e un aria satura di musica tropicale. Un pezzo di paradiso sulla riva del mare.
Monte San Gil, Riserva Ecológica. Un’area protetta che riguarda selve pluviali di media altitudine. A pochi passi dalla costa la cima si avvolge in nubi e brezza del mare. Ci sono sentieri, un hotel di montagna e molto da conoscere e di cui godere.
Chocón Machacas, Biotopo Protetto. Situato sulle rive del Golfete, possiede estese selve di semi-pantano, tagliate da rigagnoli e sporadiche lagune popolate da pesci, tartarughe, uccelli acquatici e anfibi.
Río Dulce, Parco Nazionale. Dal castello di San Felipe alla fine del lago di Izabal, fino al suo incontro col mare vicino a Livingston, si trova un insieme di soste di straordinaria bellezza. Tra l’ardente sole dei tropici, la brezza della costa e la torrida umidità caribegna, questa estesa destinazione concentra l’essenza della regione.
Siete Altares e Punta Cocolí. Due volti geografici nella costa interna della baia di Amatique. Siete Altares è un insieme di pozze naturali, create da un fiume selvaggio; sulla riva stessa del mare, però stranamente fresche. A Punta Cocolí la spiaggia cerca di farsi spazio tra la giungla e il mare, però accetta con piacere gli amanti del nuoto e della pesca.
Punta de Palma. Spiaggia molto vicina e accessibile da Puerto Barrios. Discreta però non riservata, visitata però non affollata. Nei periodi di alto turismo si converte nel paradiso dei bambini, dei giovani e degli adulti con spirito giovane che riempiono le loro notti di reggae e altri ritmi tropicali.
Baia di Amatique. Un anello di collegamento tra l’acqua dolce del continente e la salata del mare. Forma uno strano mondo di attrazioni per tutti i gusti. Ideale per remare,navigare a vela o con barche a motore, per nuotare, pescare, godere di un piatto di cibo caribegno, passeggiare, fotografare e osservare gli uccelli del mare o della giungla.
Baia La Graciosa. Una piccola estensione della baia di Amatique in mezzo al pantano di palma di confra. Il pantano, di aspetto selvaggio,racchiude La Graciosa in uno scenario paradisiaco. Una passeggiata che mai potrà essere dimenticata.
Baia di Santo Tomás. Un’altra estensione della baia di Amatique, però questa volta in mezzo alla giungla ai piedi del monte San Gil. Possiede molte attrazioni particolari, come il balneario Poza Azul o le fresche acque del fiume Las Escobas.
Canale di Los Ingleses. Questo è un canale navigabile che mette in comunicazione la baia La Graciosa con il mare dei Caraibi, sezionando per lungo la Punta de Manabique. Un delizioso cammino tra il mondo agreste del litorale costiero, che termina con le incomparabili spiagge della penisola.
Lago di Izabal. Questo lago è tanto grande e vario che solo questo stesso sarebbe sufficiente per segnalare dozzine di attrazioni turistiche. Una di queste è Playa Dorada, vicina al paese di Mariscos; un altro è il paese di El Estor, situato tra il lago e la montagna di Santa Cruz.
Fiume (Río) Sarstún, via spettacolare. Separando il Belize da Izabal, il fiume Sarstún costituisce tanto una strada storica come una via turistica di insolito valore scenico. Il corso è fiancheggiato da mangrovie e giunchi, che collegano il porto fluviale di Modesto Mendez alla baia di Amatique.
Río Las Escobas. Questa corrente nasce sulla cima del monte San Gil. Al precipitare dal pendio crea cascate, rapide e angoli di bellezze senza paragoni. Sfocia in fondo alla baia di Santo Tomás, in mezzo alle pozze di acque più fresche di quanto atteso.
Non è esagerato dire che a Izabal non manca niente per classificarlo un giardino di fiori. E’ anche accertato affermare che ovunque vada il visitatore, troverà sufficienti motivi per passarsela bene.
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