I monumenti sono testimonianza Della storia dell'arte, infatti sono opere di creatori guatemaltechi e stranieri ed inoltre abbelliscono strade e vie per dare stile al Guatemala come destinazione turistica.
Justo Rufino Barrios viene rappresentato in una statua equestre ed il cavallo ha le zampe di fronte nell'aria, infatti questo generale morì su campo di battaglia.
La passeggiata dell'Ippodromo del Nord era una via signorile, fiancheggiata da frondosi alberi e belle case, che iniziava nel parco Morazán e terminava con un tempio di Minerva, Dea greca della saggezza.
Di quei tempi non rimangono che alcuni resti. Anche se il parco di Morazán ha perso il suo monumento a Cristoforo Colombo perché è stato portato nell'Avenida Las Americas e ancora ci ricorda gli anni d'oro.
Il tempio di Minerva, ricordo architettonico dell'era del dittatore Manuel Estrada Cabrera, venne demolito per innalzare al suo posto il Diamante Enrique Torrebiarte, fatto riportato in una rivista Life dell'epoca.
Entrando nell'Ippodromo, una vecchia fontana, che in altri tempi deve essere stata ben adormata, reclama per il suo restauro, come è stato fatto per la Mappa in Rilievo, che recentemente ha recuperato parte del suo antico splendore.
La pace dei morti
Un altro posto ricco in monumenti è il Cimitero Generale. Circondato dalla crescita urbana, questo camposanto adesso già forma parte delle viscere stesse della capitale. Però è uno spazio grande che per sua natura, potrebbe servire anche come luogo di passeggio, oppure per meditare o per conoscere qualcosa della nostra storia, infatti lì abbondano i riferimenti a personaggi che hanno giocato una carta importante nel paese.
Uno dei monumenti, forse quello che richiama di più l'attenzione, è quello dedicato alla memoria di Doña Agripina de Sánchez. È una composizione intagliata in marmo che evoca l'immortalità dopo la morte. La sua struttura è impressionante anche se accusa i segni del tempo.
Statua viaggiatrice
Il monumento a Colombo, nell'Avenida Las Americas, è opera dell'architetto Juan Mur ed ha ricevuto critiche molto favorevoli dalla sua rivelazione, infatti a parte il suo valore artistico, ha presentato un alto grado di difficoltà nella sua fabbricazione e nel suo trasporto.
Pesa intorno alle 12 tonnellate e venne fuso in bronzo, a partire da uno stampo in gesso nei laboratori di Parigi e New York, per essere infine assemblato in Guatemala.
Forse, siccome il personaggio che rappresenta fu un grande viaggiatore, il monumento è stato un itinerante, infatti prima si trovava nel Parco Centrale (oggi Piazza della Costituzione) e poi nel Parco Morazán, prima di ancorarsi nella sua attuale ubicazione, che sembra essere definitiva.
Il sud della capitale
All'entrata dell'Avenida Reforma si erge il monumento dedicato a García Granados, e si merita un'attenta osservazione. Possiede una base allegorica con figure umane e leoni, così come iscrizioni.
Nell'Avenida Las Americas, si trovano la statua equestre dedicata a Justo Rufino Barrios, che prima era nella Piazza barrios (9°. Avenida e 18 calle, della Zona 1), quella dedicata a Cristofono Colombo, il monumento al benemerito Benito Juárez ed uno dei più recenti, quello del magnate cileno Bernardo O¹Higgins.
C'è un'altra statua dedicata all'almirante genovese già menzionato, situata nel parco Colón. Potrà sembrare minima cosa, però è una delle poche che ancora si trovano nella loro originaria ubicazione e inoltre serve per identificare questo parco del centro storico.
Altri monumenti capitalini sono talmente parte del paesaggio che passano inosservati.
Per esempio il murale di Carlo Mérida nell'edificio dell'IGSS della zona 1, la facciata della Banca del Guatemala, dello stesso autore; il rilievo dello stesso edificio dell'IGSS che si trova sulla settima avenida, creato da Roberto Gonzalez Goyri o l'insieme che serve da facciata alla biblioteca.
Occorre ricordare che questi monumenti ed edifici non sono opere anonime, ma furono creati da artisti di taglio internazionale come Aquiles Branbilli, Francisco Durini, Justo de Gandarias, Juan Ganuza, Juan Mur, Rafael Yela Günther e Rafael Pilli, tra gli altri, e rappresentano le tendenze dell'arte in Guatemala nel corso dei secoli XIX e XX e saranno la base per il loro futuro sviluppo estetico.
Una delle muse del monumento a Miguel García Granados rende evidente lo stile neoclassico della composizione. Redazione viaggi
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