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Una squadra di 200 ricercatori ha identificato le ultime 37 grandi regioni selvagge del mondo e ha realizzato un richiamo per proteggere queste zone vitali, minacciate ogni volta di piú dall'avanzare della civilizzazione.

Essenziale per mantenere la bio-diversitá, queste regioni rappresentano il 46 per cento della superficie terrestre e sono occupate solamente dal 2,4 per cento della popolazione mondiale. Si estendono in tutti i continenti, dall'Amazonia e la sua flora impressionante (oltre 30.000 specie), fino al deserto del Sahara.

"Queste zone selvagge sono cruciali per la sopravvivenza del nostro pianeta. Contribuiscono a mantenere le variazioni del clima, le precipitazioni e costituiscono riserve importanti per la bio-diversitá", osservó Russel Mittermeier, presidente dell'organizzazione ecologista Conservazione Internazionale.

"Sfortunatamente , sono ogni volta di piú minacciate dalla crescita della popolazione, l'espansione agricola e l'estrazione di risorse naturali. Solo il 7 per cento di queste regioni sono protette attualmente", affermó durante la presentazione della relazione, il 5 di dicembre, nella sede della National Geographic Society.

Questo studio é il piú completo realizzato fino al momento. I ricercatori hanno utilizzato come criteri di classificazione una superficie di non meno del 70 per cento ed una densitá demografica inferiore a cinque abitanti per chilometro quadrato.

Cinque regioni si considerano come estremamente ricche in bio-diversitá. Tra queste si trovano i tre maggiori boschi tropicali del mondo: l'Amazonia, la Selva Centrale del Congo in Africa e l'Isola della Nuova Guinea.

Altri due spazi vergini hanno sorpreso gli scientifici per la loro importante ricchezza biologica: in primo luogo la regione di Miombo-Mopane, che copre le aree boscose e le praterie di vari paesi del sud Africa e che rappresentano la seconda regione del mondo piú ricca di mammiferi, di rettili e di uccelli.

Di seguito quella formata dai deserti del nord del messico e del sud-est degli Stati Uniti, molto ricche in piante e in specie di cactus.

La maggiore di queste regioni selvagge é il bosco boreale, che forma un anello di 16 milioni di chilometri quadrati, proprio sotto il circolo artico e si estende dall'Alaska ed il Canada fino al nord Europa e la Russia.

La piú piccola, con 10.000 chilometri quadrati, é il Sundarbans, il piú grande bosco lacustre di mangles del mondo, situato tra India e Bangladesh, nel delta del Gange.

Le regioni selvagge meno popopolate (19 in totale), rappresentano il 38 per cento della superficie del globo, cioé l'equivalente dei sei paesi piú grandi del mondo riuniti (Russia, Canada, Cina, Stati Uniti, Brasile ed Australia). Lí abitano solo 42,7 milioni di persone (0,7 per cento della popolazione mondiale).

Il presidente della Conservazione Internazionale, Peter Seligmann, ha sostenuto che queste investigazioni danno luogo alla speranza. "Siccome é poca la gente che abita in queste regioni ancora intatte, abbiamo l'opportunitá unica e storica di proteggerle. Questo ci permette di aiutare anche comunitá indigene a mantenere il loro modo di vita ancestrale", ha affermato.

"La sfida di proteggere la vita é enorme, peró é tuttavia realizzabile. Non abbiamo altre opzioni che quella di attuare in maniera aggressiva ed intelligente", concluse Seligmann.

La lista completa di queste 37 regioni é disponibile nel sito di Conservazione Internazionale su Internet (www.conservation.org).


Redazione viaggi