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Bagnata da una grande quantità di fiumi, Escuintla è la porta all’oceano Pacifico, dove il sole e l’acqua si combinano in un magico scenario. E’ il luogo che molti cercano per riposare, però è anche una regione con crescente attività economica. La sua prosperità commerciale si riflette nella produzione dello zucchero e negli allevamenti, così come nella produzione di caffè e cardamomo, senza dimenticare le attività portuarie.

E’ importante distinguere tra il commercio informale che si svolge sulle sue strade e la vendita di frutta tradizionale della regione.

La “Ciudad de las Palmeras” (città delle palme), come anche si chiama, è famosa per le sue spiagge e riceve una grande quantità di turismo nazionale. Però qui possiamo trovare molte cose in più, come i pezzi archeologici che si possono ammirare nella tenuta El Baúl di Santa Lucía Cotzumalguapa e nel comune di La Democracia, che evidenziano la grandezza dei loro avi. Senza dar spazio a dubbi, Escuintla è un luogo che ha molto da offrire ai suoi visitatori.

Nome del dipartimento: Escuintla
Capoluogo del dipartimento: Escuintla
Popolazione: circa 477.024 abitanti
Comuni: Escuintla, Santa Lucía Cotzumalguapa, La Democracia, Siquinalá, Masagua, Tiquisate, La Gomera, Guanagazapa, San José, Iztapa, Palín, San Vicente Pacaya e Nueva Concepción.
Clima: caldo tropicale
Lingue: Poqomam, kaqchiquel e spagnolo
Altitudine: 374 metri sopra il livello del mare
Confini territoriali: confina a nord con i dipartimenti di Chimaltenango, Sacatepéquez e Guatemala; ad est con Santa Rosa, a sud con l’oceano Pacifico e ad ovest con Suchitepéquez.
Estensione territoriale: 4.384 chilometri quadrati
Festa patronale: 8 di Dicembre. feste nel capoluogo regionale in onore dell’Immacolata Concezione.
Fondazione: 1825
Temperatura: massima 29.4 gradi centigradi; minima 18.1 gradi centigradi.

Storia, popolazione e cultura

Al momento della conquista il territorio era abitato dai gruppi pipiles che si estendevano lungo la linea costiera entrando nel territorio salvadoregno.
Provenivano dai messicani e avevano avuto un’influenza linguistica più duratura di quella dei loro avi. Più tardi caddero sotto il dominio k’iche’. Secondo gli Annali dei Kaqchikeles, si denomina Panatacat il territorio pipil della costa marittima.

Gli studi archeologici indicano che i centri di popolazioni più importanti si assediarono nella Boca Costa e in Costa Grande, negli attuali spazi territoriali della tenuta El Baúl, Pantaleón, Aguná e Los Tarros, così come nell’attuale comune di Santa Lucía Cotzumalguapa.

Dovuto alla densità delle sue selve, le popolazioni si estendevano in maniera dispersiva da Tapachula, Messico, fino a El Salvador. Nelle zone basse si ubicavano i centri cerimoniali e il governo, i quali erano circondati da popolazioni in gruppo.

Alla Democracia

Qui sorsero le prime manifestazioni di una cultura monumentale, propria degli antichi abitanti del continente americano.

Al principio della storia coloniale , a partire dal secolo XVI, i suoi abitanti furono convertiti dai francescani. Erano assediati a Cotzumalguapa e Alotec. Il primo di questi luoghi era sotto la consacrazione di Santiago e il secondo sotto la protezione di San Juan, lasciando il resto di queste chiese perso nei boschi. Dopo i missionari arrivarono i coloni a fondare fattorie nelle terre fertili.

In seguito ci fu un periodo di crisi e si credette che l’añil (indago) fosse la causa delle epidemie. Più tardi si dimostrò che il motivo delle morti erano le paludi e altre malattie tropicali proprie delle regioni che coltivavano l’indago. Gli indigeni non si adattavano al clima del luogo e la popolazione si concentrò in special modo a Santa Lucía Cotzumalguapa, Siquinalá e Escuintla.

Molti dei primi abitanti di questi comuni furono neri e mulatti, come a La Gomera e Escuintla. Si trovavano strettamente vincolati alle concessioni, giacché per la fertilità delle loro terre e la ricchezza del luogo, le loro aziende furono classificate tra le migliori e per questo ricercate dagli spagnoli. Questa situazione rese indispensabile il lavoro forzato di grandi contingenti umani specialmente di popoli indigeni.

Verso la fine della colonizzazione, gli spagnoli della penisola, i locali, indigeni e meticci, vennero colpiti dalle misure repressive della corona spagnola, che portò come conseguenza l’indipendenza. In questo lasso di tempo i mezzi di produzione passarono nelle mani dei locali. A metà del secolo XIX ci furono delle modifiche nel sistema economico.

Il 1 di Gennaio del 1853 iniziò a funzionare il Porto di San José, di grande importanza per l’economia nazionale nel Pacifico. La sua funzione fu di fondamentale importanza nel commercio internazionale, specialmente per il trasporto del caffè. E così si converte anche in un forte ricettore del turismo che arriva in Guatemala dalla costa sud.

Il movimento commerciale e turistico generò uno sviluppo che lo trasformò in uno dei punti geografici più importanti dell’epoca.

Negli anni 80 del XX secolo si aprirono all’economia nazionale le installazioni di Puerto Quetzal, nell’oceano Pacifico con la costruzione portuaria più moderna dell’epoca.

Ecologia e vita silvestre

La zona della catena vulcanica è umida. Qui le nubi imprigionate si trasformano in persistenti piogge.

Ci sono popolazioni di scimmie, tigrotti e donnole sul terreno e un’infinità di insetti in tutta l’estensione. L’incredibile ricchezza naturale ha ceduto spazio alla coltivazione del caffè e del cardamomo. Le zone pianeggianti, prima ricoperte di selve tropicali, oggi possiedono ecosistemi aperti di savana. Per sua condizione naturale la savana è umida, con alberi isolati di conacaste, ceiba e palo blanco (alberi tipici di questi luoghi). Tra la sua fauna persistente si trova il cervo, che sopravvive come un miracolo della creazione.

La riva del mare è composta da sabbia grigia e residui di materiale vulcanico del nord.

Qui si è stabilito il mondo dei litorali oceanici, con le sue maree, granchi, violinisti (tipo di granchi), pellicani, gabbiani, uccellini di spiaggia, robusti steli d’erba e la rinfrescante brezza.

La geografia della regione

All’estremo nord c’è la zona della catena vulcanica, per la quale Escuintla si alza fino a 3.763 e 2.522 metri sulle cime del Vulcano de Fuego e del Pacaya.

Il limite settentrionale della regione è su queste. E più in là si apre l’estesa pianura della costa, la cui fine è la linea del mare. Per la sua esuberanza, ricchezza e ampiezza è conosciuta come Costa Grande.

Escuintla è percorsa da molte correnti fluviali la cui destinazione è l’oceano Pacifico. Si distinguono i fiumi: Nahualate, che separa Escuintla da Suchitepequez, Madre Vieja, Coyolate, Acomé, Achiguate, María Linda e vari affluenti di questi come i fiumi del Mico e il Naranjo.

Attrazioni naturali: sole e acqua, calore e colore

Il capoluogo della regione, la città di Escuintla, facilita le comunicazioni stradali locali. Inoltre si trova relativamente vicina alla capitale della Repubblica.

La strada Interoceanica (CA-9) la attraversa da sud a nord; la strada del Pacifico (CA-2) la attraversa da occidente ad oriente. La rete ferroviaria ha 3 destinazioni: la capitale, il porto di San José e la frontiera alla città Tecún Umán. Da questa parte una moltitudine di vie secondarie che permettono un movimento comodo e rapido.

Il clima è caldo umido. La temperatura media oscilla intorno ai 25 gradi centigradi e l’umidità è circa del 84%. Non è strano che la maggior parte delle attrazioni naturali della regione girino intorno al sole e all’acqua. La maggior parte delle destinazioni turistiche sono spiagge marine e balneari.

Costumi e celebrazioni

Nell’aspetto artigianale, come lavori in legno, metalli, ceste, quoio e ceramica, sono sorte nuove espressioni creative, come il caso dei ricami di Santa Lucía Cotzumalguapa. I ricamatori sono un gruppo di artisti che hanno creato una scuola sotto l’impulso dell’artista Ramiro Galvéz e che contribuiscono a preservare una delle arti di grande rilevanza come appunto il ricamo con fili d’oro e d’argento.

Un aspetto rilevante di Escuintla sono le sue feste patronali, poiché con queste si realizzano tutti i tipi di attività e di eventi di distinta natura: giochi floreali, concorsi letterari, balli sociali e eventi sportivi.

Le attività religiose sono il centro di tutta la celebrazione, in queste si realizzano processioni pittoresche. In questo contesto si evidenzia la presenza di gruppi di danza, specialmente a Siquinalà, puerto de San José, La Gomera e Palín, distaccandosi tra questi quelli dei Moros, La Conquista, Re Azarías, il Re Davide, Don Fernando e Napoleone.

C’è da tenere presente che Escuintla durante tutta la colonizzazione e il periodo indipendente è stata un centro di allevamenti di prim’ordine e le sue aziende erano famose per la qualità. Per questo in qualunque festa patronale si da risalto alle fiere di allevamenti, rodei, carreras de cintas (corse dei nastri), lotte dei galli e in alcune occasioni un’attività che già non è molto usuale come le corride di tori.

Vale anche la pena osservare le celebrazioni nei paesini, riunioni familiari in comunità più piccole, o nell’ambiente pittoresco delle attività comunitarie nelle popolazioni che ancora conservano molto la propria autenticità come in alcuni paesi di San Vincente Pacaya, dove il meticcio autentico discendente di spagnoli ed indigeni, esprime gli elementi più autentici della sua cultura.

Così è Escuintla, Ciudad de las Palmeras (città delle palme). Escuintla è conosciuta come la “Cittá delle Palme”.




Cuore della costa grande, Di: Luis Villar Anleu

La regione di Escuintla, localizzata al sud del paese, mostra il trasformarsi delle montagne in pianure. E’ un processo lento che è presente in tutti i continenti, però in questa regione, in più a presentare vari aspetti di questo tipo di trasformazione, costituisce un paesaggio singolare.

Il semipiano della Costa Grande

Moltissimo tempo è passato da quando le zone della cordigliera vulcanica iniziarono a disfarsi granello a granello. Ogni goccia di acqua caduta sopra queste ha costretto il suolo all’erosione.

Il processo è assolutamente normale in scala geologica. E’ un meccanismo di azione continua, che a capo di migliaia di anni è capace di abbassare una montagna fino ad un livello vicino a quello del mare. Il risultato è una campagna piana, erosa, più o meno grande chiamata semipiano.

Per la posizione geografica di Escuintla, la formazione di un semipiano sopra un suolo è un fatto normale. Le montagne del nord della regione contenevano alcune rocce di eccezionale durezza, che non poterono essere erose insieme ai terreni circostanti.

Il risultato fu che ai piedi della cordigliera persistettero numerosi corpi pietrosi che sono le radici della montagna che l’erosione ha cancellato dalla geografia locale. Formano un paesaggio chiaramente percepibile tra i piedi della cordigliera e le cittadine di Santa Lucía Cotzumalguapa, Escuintla e Guanagazapa. Quella zona erosa è il semipiano della regione.

Più al sud , le numerose correnti che discendono dai pendii hanno depositato tonnellate di sedimenti. I vulcani hanno accumulato grandi volumi di rena e cenere. Così si è forgiata una superficie nella quale si mescolano vari tipi di materiale vulcanico, in forma di sedimenti alluvionali o come prodotti d’eruzione.

Il Vulcano Pacaya, monumento naturale

Questo vulcano è diviso con la regione di Guatemala, però è a San Vincente Pacaya e i suoi paesini: Bejucal, El Cedro, El Patrocinio, Los Chagüites e San Francisco de Sales, dove il colosso mostra i suoi tratti più impressionanti.

E’ un luogo ideale per camminate di montagna, apprendimento sulla geologia e la storia naturale, fotografia della natura, escursionismo o semplice passeggiata.

San Pedro Mártir, grotta e cascata.

C’è una fermata situata ai piedi della montagna El Peñon, a pochi chilometri al nord-est della città di Escuintla, dove si può arrivare in macchina. Mescola l’esistenza di una grotta naturale con una cascata di quasi 65 metri d’altezza. La caverna è di origine vulcanica ed è una delle poche nel suo genere in Guatemala. E’ composta da un ampia volta a forma di conchiglia che possiede varie screpolature.

La cascata, formata dal fiume Michatoya, è costituita da quattro salti d’acqua separati da rocce coperte di vegetazione. E’ di facile accesso dove, in più a passeggiare si possono fare rinfrescanti bagni.

Spiagge marine Il litorale oceanico di Escuintla è molto uniforme. Possiede molte spiagge e balneari. Ce ne sono alcune preferite perché sono più accessibili o perché hanno vicini ristoranti, servizi ed hotel. Per esempio El Semillero, Tecojate, San José Rama Blanca, La Empalizada, Rancho Carrillo, El Paredón Buena Vista, La Barrita, Chulamar, Likín, Lindamar e El Conacaste.

El Cañon di Palin, centro turistico.

La valle dei fiume Michatoya taglia la catena vulcanica tra gli abitati di Amatitlán, che appartiene alla regione di Guatemala , e Palín, Escuintla. La stretta gola viene chiamata Cañon De Palín. E’ una zona di intensa attività vulcanica, provocata dal vulcano Pacaya. Qui abbondano le fonti termali e i balneari.

• Guía de infraestructura de este departamento