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| L’accesso alla cima del vulcano di Ipala può realizzarsi da varie strade. |
Un’estinta attività vulcanica dette origine alla formazione di una laguna nel cratere del vulcano di Ipala e convertì questo accidente geografico in uno degli scenari naturali più attrattivi dell’oriente del paese.
Dalle otto e mezza della mattina il calore comincia ad essere intenso, per questo si raccomanda di iniziare l’ascensione del vulcano di Ipala prima delle nove. L’ascensione alla cima è possibile realizzarsi da varie vie, tutte segnate dalle vestigia dell’attività vulcanica.
Il cono ha un’altezza di 1.650 metri e la sua scensione può durare fino a due ore. Risulta essere un’esperienza interessante, infatti in ogni punto di riposo c’è una differente angolazione per contemplare le montagne, le pianure seminate ed il maestoso vulcano Suchitán, situato a Santa Catarina Mita, Jutiapa.
Arrivando al cratere gli incaricati del parco daranno il benvenuto con alcune avvertenze tra cui si include la proibizione per l’ingresso di bevande alcoliche (così che se le portate con voi gettatele), l’uso di armi da fuoco, la pesca e l’uso di saponi.
Dopo aver cancellato una modica quota si potrà avanzare di alcuni passi e si avrà di fronte la laguna di 3,5 chilometri di diametro, con acque pacifiche e incorniciata da un frondoso bosco.
Il materiale roccioso indica che il vulcano di Ipala è relativamente giovane. Secondo gli esperti potrebbe essersi formato nel periodo terziario superiore, circa 25 milioni di anni fa. Dopo una forte esplosione il cratere rimase vuoto cosa che permise che vi si formasse la laguna, che è alimentata esclusivamente dalla pioggia.
Passo a passoComprendere il funzionamento ed i pericoli che affronta questo eco-sistema è più semplice se si percorre il sentiero interpretativo. Accompagnati da una guida è possibile conoscere quali sono le specie animali e vegetali alle quali questo bosco umido sub-tropicale provvede da dimora.
Il sentiero porterà ad un punto panoramico dove si avrà una miglior vista della laguna. Alla fine del percorso, si scoprirà la grotta della Leona, un punto dove la curiosità non lascierà passare senza dare un’occhiata ascoltando la storia della femmina felina che anticamente la abitava.
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| Arrivando sulla cima i turisti hanno informazioni sul vulcano e sulla laguna mediante un salone interattivo. | Compito collettivoOrigiariamente la laguna aveva una profondità ed un diametro maggiori, però per il fatto che da alcuni anni sono state installate alcune pompe per l’acqua, che la estraggono per rifornire quattro comunità vicine, il livello dell’acqua si abbassa un metro all’anno.
Nel 1998 la laguna ed il bosco circostante furono dichiarati area protetta ad uso multiplo e si divise in tre zone in modo da poterlo gestire: Zona Intangibile (cratere, laguna, bosco intorno alla laguna e bosco rimanente), Zona di Recupero (parte esterna del cratere a partire dal limite inferiore del bosco) e Zona di Uso Estensivo (dalla metà del cono vulcanico fino alla base dello stesso).
L’area protetta è amministrata dal Consiglio Nazionale delle Aree protette, CONAP, l’Associazione per lo Sviluppo Integrale e Sostenibile dell’oriente, ADISO, ed il Fondo Nazionale per la Conservazione della Natura, FONACON: attualmente si hanno un ufficio di informazioni e un guardiaboschi.
Il progetto di recupero e conservazione comprende il ritiro di alcune pompe dell’acqua per cui si è già iniziata la creazione di pozzi nei paesi che si riforniscono con acqua della laguna.
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RaccomandazioniSi raccomanda di utilizzare vestiti e scarpe comode, cappello e protettore solare e portare sufficiente acqua pura.
Nell’area impera un clima caldo, però sulla cima del vulcano il freddo ed il vento possono arrivare ad essere intensi.
Il luogo non possiede spogliatoi nè docce.
Sulla cima del vulcano non ci sono ristoranti, però si può sollecitare a qualche persona del posto che prepari una gallina per Q.100.00.
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