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Il Biotopo Mario Dary Rivera, denominato anche Biotopo del Quetzal, è per l'America Centrale un sottile polmone, dato che il continuo abbattimento della natura che circonda questa riserva riduce il suo contributo alla purificazione dell' "Istmo".
L'Ecoturismo. Arrivare al posto significa percorrere 165 chilometri di paesaggi interminabili, transitando fra i luoghi urbani, deserti o soleggiati per incontrarsi successivamente la foschia che copre 1,017 ettari che comprendono la dimensione di questo parco. Il costo per accedere è irrisorio: Q.5.00 per i cittadini guatemaltechi e Q.20.00 per gli stranieri.
Dopo le indicazioni della persona che ha l'incarico di salvaguardare le risorse, abbiamo cominciato la salita verso il più alto dei due sentieri che circondano il biotopo, il tragitto dei muschi, che è di quasi 2 ore.
Costa in alto
Intravediamo un piccolo vivaio di orchidee e, la prima visione che colpisce i nostri occhi e che ci fa percepire parte delle 70 specie registrate nella Regione, è la prova certa della bellezza naturale che possiede il Guatemala.
Già in cammino, la diversità dell'iconografia si scorge ovunque. Infatti, il Biotopo ha più di 50 specie di alberi che hanno un'altezza di 40 metri circa, come il chipe (cipe) o il shut (sciut) con le sue tante differenziazioni di colori, nero, "canche" (biondo), o bianco. Ci sono anche alberi come l'eucalipto, l'albero di gomma e persino cipressi e pini.
Cerchiamo di fare due chiacchiere durante il percorso, viste le scarse probabilità di avvistare il Quetzal, ma il solo fatto di essere in mezzo a quell'immenso "orto" fa aumentare l'attesa d'incontrarlo. Inoltre, non c'è bisogno di dire alcuna parola, a meno che non fosse per esprimere un'emozione, visto che il paesaggio naturale che si fa evidente durante il viaggio attrae la totale attenzione di tutti e certamente anche quella della macchina fotografica.
La poca abitudine di fare sport ci costringe a fermarci ogni due passi ed approfittiamo per esaminare alcuni dettagli importanti di questo Parco. Ad esempio, l'acqua della pioggia che noi guatemaltechi conosciamo col nome di chipi chipi (cippi cippi) proviene dall'evaporazione dell'acqua del lago d'Izabal, del Golfete e del Golfo di Honduras. Mentre la persona responsabile per salvaguardare le risorse ci spiega dettagli circa l'altezza, la temperatura ed il grado d'umidità, le soste collocate nei punti "belvedere" sono strategiche e permettono di riprendere l'energia spesa e respirare la purezza dell'aria fresca.
Nel tragitto, inoltre, abbiamo incontrato un paio di cascate e di ruscelli insieme a qualche lucertola che alla fine è stata l'unica specie che abbiamo potuto osservare durante il percorso. Nonostante il Biotopo sia un habitat che ospita diversi specie come i pizotes, i gatti selvatici, i cacomistles e le scimmie urlanti, la diversità delle specie d'uccelli che abitano in questo luogo è, in ogni caso, rilevante, rimando sempre la più importante di tutte, il Quetzal.
Di fatto questo luogo é stato dedicato originalmente come un santuario per quest'uccello che ogni giorno è più difficile da vedere in quanto è ormai in estinzione. Cosicché, nonostante potessimo sentire qualche suono similare di questo uccello, in nessun caso siamo riusciti ad intravedere perlomeno le piume della sua coda, anche se abbiamo avuto l'opportunità di conoscere i suoi alimenti, nonché approfittare di questo meraviglioso ed umido bosco dove, forse ancora per qualche tempo, la natura continuerà ad essere la regina della scena che non abbiamo persa.
Dati importanti
Per vostra comodità, nel Biotopo troverete una zona da campeggio dove si possono ugualmente preparare gli alimenti. Tra i servizi pubblici che non possono mancare ci sono i servizi igienici, acqua potabile, piscina, parcheggio ed un negozio dove si possono acquistare le merci più essenziali. Di fronte al parco, attraversando l'autostrada, c'è un ristorante dove si possono trovare facilmente dei piati tipici della Regione.
Il più raccomandabile è di essere accompagnato da un guida, dato che questo servizio non viene offerto dal parco. Tuttavia seguendo l'itinerario segnalato nel sentiero si può scegliere uno dei due tragitti senza problemi.
Vale la pena di portare il repellente per le zanzare, pantaloni, stivali e leggere giacche a vento con le maniche lunghe, allo scopo di evitare le punture sia degli insetti che dei serpenti. Non dimenticate di portare adeguanti indumenti in più nel caso che dovesse piovere.
È opportuno portare binocoli ed un registratore audio per registrare il canto degli uccelli. Mai sarà troppa quantità di videocassette per registrare che dovranno essere custodite in un astuccio protetto dalla pioggia che può arrivare all'improvviso.
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