Inoltre a rallegrarvi con il contrasto della vegetazione, a Baja Verapaz troverete una grande ricchezza culturale nella cui condividono tre comunità etniche: gli achi´, i pocomchi´ e i ladinos. Perfino oggi, sopravvivono alcuni segni propri della tradizione indigena. Per esempio, il Rabinal Achi´, un dramma etnico che rappresenta la protesta che i rabinales del XIII secolo hanno fatto ai governanti k´iche´es dopo aver distrutto parecchi delle sue popolazioni. Lo stesso si presenta nel municipio di Rabinal. Una delle sue attrazioni naturali più importante è la zona destinata al Biotopo Mario Dary Rivera, comunemente riconosciuta come Biotopo del Quetzal nel cui interno i turisti e i visitatori trovano le comodità indispensabili per realizzare una passeggiata attraverso la montagna cercando di "esplorare" un po´ l´habitat del Quetzal.
Le spumeggiante cascate di 255 metri d´altezza che formano il fiume Matanzas, le grotte di Chicoy e la ripresa del fiume Chixoy sono le migliori lettere di presentazione di Baja Verapaz.
Inoltre, non potete dimenticare i siti archeologici, a proposito, poco visitati, che si trovano a Salamá, Cubulco, San Jerónimo e a Rabinal, per menzionare alcuni d´importanza più trascendentale. Insomma, non possiamo smettere di distinguere Rabinal, luogo dove si è edificata la prima chiesa domenica della Verapaz del sud. Da questo posto provengono le riconosciute "arance di Rabinal", coltivazione trascendentale per l´economia di questo municipio.
Nome del dipartimento: Baja Verapaz. Capoluogo del dipartimento: Salama. Popolazione: circa 199,303 abitanti. Comuni: Cubulco, El Chol, Granados, Purulhá, San Jerónimo, Rabinal, San Miguel Chicaj e Salamá. Clima: Temperato a freddo. Lingue: Achi´, k´iche´ e spagnolo. Altitudine: 940 metri sopra il livello del mare. Confini territoriali: Al nord con Alta Verapaz, al sud con Guatemala e Chimaltenango, ad est con El Progreso e finalmente ad ovest con Quiché. Estensione territoriale: 3,214 chilometri quadrati. Festa patronale: 17 settembre, San Matteo. Fondazione: 1543 Temperatura: Massima, 24 gradi centigradi. Minima, 13 gradi.
Questo dipartimento si trova ancora più vicino a ciò che è stata la Capitaneria Generale dell´America Centrale, diventata poi città di Guatemala durante il periodo della Repubblica. Di conseguenza, la sua conquista si è data ancora prima dell´arrivo dagli spagnoli ad Alta Verapaz. Il percorso che partiva dal Chol a Granado marcava il percorso coloniale. In questo tragitto si incontravano i paesi di Rabinal e di San Miguel Chicaj, che scorgevano per la dimensione delle sue chiese.
Popolazioni come El Chol erano state utilizzate dagli spagnoli nel loro tentativo di conquistare un´uscita verso i Caraibi. Questo territorio abitato per poqomchi´es e achi´es aveva una ricca tradizione precolombiana che, nell´attualità, è fonte importante d´interesse per gli studiosi dell´archeologia. Il processo di conversione pacifica ha permesso altresì di conservare alcuni segni propri della tradizione indigena come l´arrivo di altre usanze accumulate da un certo tempo; perciò, il Rabinal Achí (dramma di carattere precolombiano) si conserva fino ai nostri giorni.
Rabinal è il principale scenario per queste tradizioni, perciò c´è stato un motivo ben giustificato per il cui il religioso Narciso Teletor abbia scritto preziosa informazione al riguardo.
L´importanza di questi popoli, come fonte di mano d´opera, è continuata persino a consolidarsi poi in favore dagli spagnoli, la qual è aumentata ancora durante il periodo repubblicano. Vicino al capoluogo, Salamá, si trovavano dei resti della Proprietà di San Geronimo, che sotto l´amministrazione dell´ordine domenica ha raggiunto il suo massimo splendore. Il trapiche, ancora situato all´interno della proprietà, è un luogo importante per la regione vista la sua produzione di panelas. In questa zona si è introdotto un rilevante numero di abitanti di razza nera-africana che aveva lo scopo di incitare il sistema di piantagioni. È così che il territorio oggi conosciuto come Baja Verapaz ha permesso la conformazione di una comunità d´origine meticcia, con la presenza di diverse provenienze razziale. Questa popolazione si è caratterizzata sia per la sua capacità imprenditoriale sia per la sua qualità educativa.
Epoca Preispanica e Coloniale
Quando i domenicani sono arrivati in territori Maya, l´unico luogo che mancava per conquistare era Tezulutlán. Secondo il cronista Andre Saint-Lu nel suo libro "Evangelizzazione e Colonizzazione della Verapaz", in due occasioni Pedro de Alvarado aveva inviato due capitani per conquistare la provincia della Verapaz, cosa che non sono mai riusciti a fare se no con l´arrivo dei missionari.
Di conseguenza, gli spagnoli hanno chiamato questo luogo "Terra di Guerra o Tezulutlán". Tra i domenicani si trovava il Frate Bartolomé de las Casas, chi si era dichiarato disposto a convertire gli indigeni al cristianesimo. In questa regione, ha "cercato di portarsi con se il progetto d´evangelizzazione che aveva fallito già una volta nella zona di Cumaná, Venezuela". Secondo alcuni cronisti, dal 1574, Baja Verapaz formava parte della Provincia della Verapaz.
Epoca presente
Possiede un´area di circa 3,215 chilometri quadri. Al nord confina con l´Alta Verapaz, ad est con El Progresso, al sud con Guatemala e Chimaltenango, mentre che ad ovest con Quiché. Comprende i municipi di Cubulco, El Chol, Granados, Purulhà, San Jerónimo, Rabinal, San Miguel Chicaj e Salamá.
Dal 1825, la Baja e l´Alta Verapaz erano uno stesso dipartimento che aveva Cobán come unico capoluogo, ma secondo il decreto presidenziale del 17 giugno 1833, si è stabilita Salamá come capoluogo di Baja Verapaz, e secondo il decreto presidenziale 181 del 4 maggio 1877 si sono divise l´Alta e la Baja Verapaz. Il primo ha portato con se il capoluogo Cobán intanto che al secondo è rimasto Salamá.
Principali Comuni:
Salamá
Capoluogo, la cui etimologia è Tz´alam Ha´, che significa tavole sull´acqua. Convivono due gruppi etnici: gli achi´es e i ladinos. I suoi prodotti agricola sono: mais, fagioli, mania, pomodoro e canna, ma ci sono anche delle aziende per l´allevamento del bestiame. La sua festa patronale, San Matteo, si festeggia dal 17 al 24 settembre. I centri archeologici che si possono trovare in questo luogo sono Las Figuras, Pachalum, San Jacinto e Tzalcam.
Cubulco
Situato nella Sierra di Chuacús. Durante l´epoca preispanica era conosciuto col nome di Nima´ Cubul o Cubuleb´, intanto che sul Titolo Reale di Don Francesco Izquin Nehaib (1558) si può leggere: "coloro di Rabinal e coloro di Qubuleb sono entrati a mezzogiorno per pagare il suo tributo di sale e di jícaras di Rabinal". Dall´allora epoca coloniale è stato conosciuto come Santiago Cubulco.
A Cubulco ci sono ovviamente tanti siti archeologici come Belejeb´ Tzaq, Chilu, El Tablón, Los Cimientos, Moxpán, Nim Poqom, Plan de Tierra Negra e Pueblo Viejo. La sua fiera patronale si festeggia dal 19 al 25 luglio, essendo il 25 giorno in cui si fa onore a Santiago Apostolo. Durante la fiera si possono apprezzare danze come: il Torito, Chico Mudo, il Palo Volador, Mori e Cristiani, il Costeño, di Cortés ed il Diavolo. Il 3 agosto è la festa in onore alla Croce, celebrata con la danza del Venado (cervo), il Costeño, i Marinai e i Cinque Tori. Famiglia achi´ a Cubulco
Rabinal: Situato nella Valle di Urram. Precedentemente era territorio poqomchi´, ma dal XI e XII secolo comincia in questo luogo la presenza k´iche´. A Rabinal si è edificata la prima chiesa domenica della Verapaz del sud e durante questo periodo preispanico era concepita come San Pablo Rabinal. La sua fiera patronale si festeggia dal 20 al 25 gennaio in onore a San Paolo.
Durante il periodo della fiera si presentano le danze preispaniche del Rabinal Achi´, la danza dei Negritos e Paxcá, e il Chico Mudo. A dicembre si festeggia invece la festa della Madonna dove si realizzano rappresentazioni del ballo della Conquista.
Le coltivazione di maggior produzione sono quelle di mais, fagioli, mania e le arancia, famose in questa regione quanto nel resto del paese. Esiste anche una produzione d´artigianato che lavora i guacales, i chinchines, le alcancías e le jícaras (tutto lavorato col frutto del morro). Nella stessa maniera ci sono anche i lavori di ceramica e i tessuti elaborati con i telai da cintura. I principali centri archeologici sono: Kajyup, Chuitinamit, Pichec, La Picota e Toloxcoc.
La lingua predominante è definitivamente l´achi´, anche se per alcuni linguisti è una variante del k´iche´.
San Miguel Chicaj: Anche in questo caso la lingua predominante è l´achi´. Le coltivazioni più importante sono: il mais, i fagioli e la canna, inoltre agli stabilimenti a carico dell´allevamento del bestiame. Tra i mestieri più riconosciuti scorgono quello dell´elaborazione dei tessuti tipici come la fabbricazione di morrales (borse tipiche da diversi colori), lacci e i vasai. Nel mercato di questo municipio, tutti i pomeriggi si possono assaggiare i piatti tipici di questo luogo.
San Miguel Chicaj è stato innalzato a municipio tramite l´accordo del 5 ottobre 1803. La sua fiera patronale si fa in onore all´Arcangelo San Michele e si festeggia dal 2 al 29 settembre. Così, il 29 è il giorno del santo patrono.
San Geronimo: Situato nella Valle di San Geronimo. In questo territorio si trovavano durante l´epoca della Colonia le migliori proprietà e i vigneti dei domenicani, dai quali si produceva il miglior vino del Regno di Guatemala.
In questo municipio si coltivano il mais e i fagioli e si trovano ugualmente alcuni frantoi di canna da zucchero. Tra i siti archeologici si può far riferimento a il Portón, Laguna, Los Mangales, Matanzas, Pueblo Viejo, Sibabaj, Xubalbal e Zacualpa. La festa patronale si festeggia in onore a San Geronimo dal 28 al 30 settembre.
Purulhá: Da l´epoca coloniale è concepita con il nome di San Antonio Purulhá. La sua fiera patronale si fa in onore a Sant´Antonio di Padova e si festeggia dal 13 al 13 giugno. Il giorno più importante è il 13, mentre che la lingua predominante è il poqomchi´.
La maggior parte dei suoi abitanti si dedica alla coltivazione del caffè, delle banane, alcune verdure ma soprattutto del mais e i fagioli. In certe comunità, si lavorano cesti di vimine e i tessuti tipici.
Il Biotopo del Quetzal "Mario Dary", parco nazionale dove si protegge questo simbolo nazionale, si trova ugualmente a Purulhá. Il suo sito archeologico ancora più importante si chiama Purulhá.
Il piatto tipico di questa regione è il pinol con carne di tacchino, gallina, la cuxa (cuscia - bibita cerimoniale) e gli atoles (bevande locali e tradizionali).
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